SULLA MIA STRADA
di Monsignor Sergio Salvini
27 Febbraio 2026 16:06
La seconda domenica di Quaresima si caratterizza come domenica della Trasfigurazione di Cristo.
Infatti, quell'itinerario quaresimale, la liturgia, dopo averci invitato a seguire Gesù nel deserto per affrontare e vincere con Lui le tentazioni, ci propone di salire insieme a Lui sul monte.
Il monte della preghiera per contemplare sul suo volto umano la luce gloriosa di Dio. L’episodio della Trasfigurazione di Cristo è attestato in maniera concorde dagli evangelisti Matteo, Marco e Luca e gli elementi essenziali sono due. Anzitutto Gesù salì con i discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni su un alto monte e là fu trasfigurato davanti a loro. Il suo volto e le sue vesti irradiarono una luce sfolgorante, mentre accanto a lui apparvero Mosè ed Elia.
In secondo luogo una nube avvolse la cima del monte e da essa uscì una voce che diceva «Questo è il figlio mio l'amato, ascoltatelo». Dunque la luce e la voce, la luce divina che corrisponde sul volto di Gesù e la voce del Padre Celeste che testimonia per lui e comanda di ascoltarlo. Il mistero della Trasfigurazione non va staccato dal contesto del cammino che Gesù sta preparando. Egli si è ormai decisamente diretto verso il compimento della sua missione, ben sapendo che per giungere alla Risurrezione bisogna passare attraverso la passione e la morte di croce.
Di questo ha parlato apertamente ai discepoli, i quali però non hanno capito, anzi hanno rifiutato questa prospettiva, perché non ragionano secondo Dio ma secondo gli uomini. Per questo Gesù porta con sé tre di loro sulla montagna e rivela la sua gloria divina, splendore di verità e amore.
Gesù vuole che questa luce possa illuminare i loro cuori quando attraverseranno il buio fitto della sua passione morte, quando lo scandalo della croce sarà per loro insopportabile Dio è luce e Gesù vuole donare ai Suoi amici più intimi l’esperienza di questa luce che dimora in Lui. Così, dopo questo avvenimento, Egli sarà in loro luce interiore, capace di proteggerli dagli assalti delle tenebre. Anche nella notte più oscura Gesù è la lampada che non si spegne mai. Sant’Agostino riassume questo mistero con un’espressione bellissima. Dice «Ciò che per gli occhi del corpo è il sole che vediamo lo è Cristo per gli occhi del cuore».
Cari fratelli e sorelle, tutti noi abbiamo bisogno di luce interiore per superare prove della vita. Questa luce viene da Dio ed è Cristo a donarcela, Lui in cui abita la pienezza della divinità. Saliamo con Gesù sul monte della preghiera e contemplando il suo volto.
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