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Sulla mia strada

«Essenziali preghiera, penitenza e opere di misericordia»

Monsignor Sergio Salvini commenta il vangelo di domenica 20 febbraio

Quaresima digiuno

Prima domenica di Quaresima, la Quaresima inaugura il cammino verso la Pasqua, focalizzandosi sulle tentazioni di Gesù nel deserto.
Questo tempo invita a rafforzare la filiazione divina, superando le tentazioni, d’autosufficienza. E confidando nella grazia di Dio, combattendo il male con la parola e la preghiera.
La Quaresima ci ricorda che la preghiera, la penitenza e anche le opere di misericordia sono costitutivi essenziali dell'esistenza del cristiano.
In questa prima domenica di Quaresima la liturgia ci mostra Gesù. Che prega e digiuna per 40 giorni nel deserto, preparandosi per svolgere pubblicamente la sua missione di salvezza.

Proprio in ricordo di quel lasso di tempo e per imitare il Signore, la Chiesa ha stabilito questo periodo liturgico di 40 giorni in preparazione alla Pasqua: non c'è altro cammino se vogliamo seguire le orme di Gesù.
Dobbiamo guardare il suo esempio e cercare di identificarci con lui. Il primo insegnamento che appare con chiara evidenza dal suo modo santo di agire e l'assoluta necessità della preghiera e della penitenza per portare a termine qualunque opera buona, a maggior motivo l'opera della propria santificazione.
Com’è la nostra preghiera? Preghiamo ogni giorno, preghiamo davvero, e non solo con le labbra, ma prima di tutto con il cuore: per una donna o per un uomo, consapevoli di essere creature e figli di Dio la preghiera dovrebbe essere qualcosa di spontaneo, dovrebbe affiorare costantemente nella propria vita, non solo nei momenti di difficoltà o quando si sperimentano con maggiore evidenza i propri limiti.

La Quaresima offre a tutti la possibilità, con l'aiuto della grazia, di riscoprire l'importanza dell'orazione personale, di impegnarci a pregare meglio e a pregare di più. Ma Gesù non si limita a fare solo l'orazione, pratica anche il digiuno e per 40 giorni è una luce viva per tutti noi, persone di questo tempo e per quelli che verranno, la mortificazione. È un altro modo di pregare.
Non può esserci una vera vita cristiana laddove queste pratiche non occupino un posto di primo piano, quale corrisponde loro nel disegno salvifico di Dio.

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