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Sulla mia strada

La legge trova compimento nel cuore che ama davvero

Monsignor Sergio Salvini commenta il Vangelo di domenica 15 febbraio

Gesù e i discepoli

Nel Vangelo di Matteo sono cinque i grandi discorsi di Gesù, intercalati da racconti di fatti e di miracoli. Il passo di questa domenica fa parte del primo di questi discorsi, il sermone della montagna, e consiste in un frammento delle cosiddette antitesi. L’attraente novità predicata dal maestro non sta nella trasgressione di una norma stabilita o nella sua abolizione: “Non sono venuto per abolire la legge ai profeti, ma per dare loro pieno compimento”.

Per essere cittadini del Regno dei Cieli, Gesù propone le cose di sempre, ma sotto una forma nuova, piena e perfetta: quella che Egli stesso incarna. E la legge dell'amore che Gesù inaugura, richiede una pienezza fino alle minuzie. Nel discorso appare più volte un'espressione particolare per menzionare la legge di Mosè: questa formula rimanda a un verso della tradizione orale di Israele, per mezzo della quale i maestri insegnavano come vivere secondo giustizia. Vale a dire, secondo la volontà di Dio esposta nella legge. Per un altro verso, la formula è una maniera semitica di evitare il nome di Dio. Fu Dio che disse ed è da Lui che proviene la legge mosaica. Gesù si colloca al di sopra di Mosè e con la stessa autorità legislativa di Dio. Per convalidare il valore della vita umana, la legge diceva: non uccidere perché sarai sottoposto a giudizio. Gesù assicura che persino l’ira verso l'altro e l’insulto ci rendono meritevoli di castigo.

Parlar male dell'altro merita anche l’inferno. La dignità della persona è tale che prima di fare le offerte a Dio si devono riparare le offese all’altro, anche se minime. Prendendo spunto dal precetto dell’adulterio, Gesù sottolinea lo straordinario rispetto da avere verso gli altri, che si sottintende nella legge: se l’adulterio consiste nell’impadronirsi di una persona sposata per una soddisfazione personale, non si deve fare neppure nel proprio intimo, perché si commette lo stesso peccato. E anche anche se non si compie materialmente, si commette adulterio nel proprio cuore.

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