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Sulla mia strada

"E' normale che una creatura sia ridotta in condizioni disumane per sopravvivere?"

Monsignor Sergio Salvini commenta il Vangelo di domenica 25 settembre

Epulone e Lazzaro

"Nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti" (Lc 16,19-31).

L'intenzione di Gesù non è quella di parlarci del paradiso e dell'inferno.
Come Dante usa categorie dell'aldilà per raccontarci il suo cammino, cosi Gesù usa delle immagini comuni alla gente del suo tempo per dare un messaggio che vuole essere una buona notizia. Né' si può liquidare questa parabola pensando che se il ricco avesse fatto un po' di elemosina al povero, avrebbe potuto essere considerato buono e salvarsi.
Il Vangelo è il racconto del ricco Epulone: colui che ha vissuto nella ricchezza. Una parabola dura e dolce, con la morte a fare da spartiacque.

Scena: il ricco e il povero sono contrapposti in un confronto impietoso; poi, si intreccia, sopra il grande abisso, un dialogo mirabile tra il ricco e il padre Abramo. Le pagine del Vangelo raccontano di un personaggio avvolto di porpora e lini; l’altro vestito di piaghe. Il ricco banchetta a sazietà e spreca; Lazzaro guarda con occhi tristi e affamati, a gara con i cani, se sotto la tavola è caduta una briciola. Morì il povero e fu portato nel seno di Abramo, morì il ricco e fu sepolto nell'inferno.

Una domanda si impone con forza: perché il ricco è condannato nell'abisso di fuoco?
Di quale peccato si è macchiato?
Gesù denuncia un modo iniquo di abitare la terra.
Un mondo così… dove uno vive da Dio e uno da rifiuto, è il mondo sognato da Dio? È normale che una creatura sia ridotta in condizioni disumane per sopravvivere?
Prima ancora che sui comandamenti, lo sguardo di Gesù si posa su di una realtà profondamente malata, da dove sale uno stridore, un conflitto, un orrore che avvolge.
«Se mi chiudo nel mio io, anche adorno di tutte le virtù, ma non partecipo all'esistenza degli altri, se non sono sensibile e non mi dischiudo agli altri, posso essere privo di peccati eppure vivo in una situazione di peccato».
E’ l’ora di scegliere l'umano contro il disumano.

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