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Sulla mia strada

Dio regala gioia a chi produce amore e a chi si prende cura della felicità altrui

Monsignor Sergio Salvini commenta il vangelo di domenica 31 luglio

Bibbia Vangelo

"Quello che hai preparato, di chi sarà?" Lc 12,13-21.

E’ stato detto con saggezza: siamo ricchi solo di ciò che doniamo.
Eppure, quanti uomini e donne, sono senza aperture, senza brecce e senza abbracci. Questa non è vita.
… Questa notte stessa ti sarà richiesta indietro la tua vita.
Tante persone sono già morte agli altri e gli altri per loro. La morte ha già fatto il nido nella loro casa.
La vita non dipende dai propri beni, non dipende da ciò che uno ha, ma da ciò che uno dà. La vita vive di vita donata. Noi siamo ricchi solo di ciò che abbiamo dato via.
Alla fine dei giorni, sulla colonna dell'avere troveremo soltanto ciò che abbiamo avuto il coraggio di mettere nella colonna del dare.
Così è di chi accumula tesori per sé e non si arricchisce presso Dio. Chi accumula «per sé», lentamente muore. Invece Dio regala gioia a chi produce amore; e chi si prende cura della felicità di qualcuno, aiuterà Dio a prendersi cura della sua felicità.

La domanda di Dio, rimane sospesa, “aperta”, e non ha altro interlocutore possibile se non gli ascoltatori di quel tempo, quelli a cui Gesù si rivolge, tra cui l’anonimo che cerca un giudice sulla questione di eredità, e gli ascoltatori di oggi. È come se a noi – lettori e ascoltatori del brano del Vangelo di questa domenica – venisse chiesto: E quello che hai preparato di chi sarà?
Qui sta la forza della parabola: trasporta l’uditore in un altro mondo, gli permette di distaccarsi dalle sue idee preconcette, di slegarsi da ciò che lo tiene avvinto, e di giudicare sanamente, liberamente. Nella parabola in questione non sono i beni né il loro godimento, ma l’illusione di cercare nel loro accumulo la sostanza della vita, il punto d’appoggio, cioè il senso e la sicurezza.
Il Signore ci conceda di essere “come olivi verdeggianti nella casa di Dio” e di non dovere ascoltare mai, rivolte a noi, le parole di coloro che deridono lo stolto e dicono: Ecco l’uomo che non ha posto in Dio la sua difesa, ma confidava nei suoi grandi beni.

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