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Sulla mia strada

Non si ama il prossimo solo quando abbiamo tempo e soldi che avanzano

Monsignor Sergio Salvini commenta la parabola del Buon Samaritano

Buon Samaritano

"Chi è il mio prossimo?" (Lc 10,25-37).

Non era un prete, un sacrestano e non faceva il chierichetto: il Samaritano (persona non stimata dai Giudei), era uno qualunque, che aveva in cuore rispetto e carità.
I Giudei odiavano i samaritani perché erano i discendenti del popolo misto che abitava in Israele dopo che l'Assiria aveva conquistato Israele intorno al 700 avanti Cristo. I Giudei sono rimasti più o meno di puro sangue, mentre i samaritani erano di sangue misto. Quindi, per i Giudei, i samaritani erano odiati e disprezzati.
La parabola non dice chi era l’uomo ferito, ma il fatto che non lo dice ci fa presumere che fosse un giudeo. Il cuore del samaritano è drasticamente diverso dal cuore degli altri uomini sulla strada. Il samaritano aveva un cuore secondo Dio, mentre gli uomini religiosi avevano cuori lontani da Dio.
Qui, Gesù menziona la sua compassione. L’impegno di questo samaritano è di aiutare e ciò veniva dalla sua compassione. Da sempre la compassione è una condizione del cuore, ed è una forma di amore. Quindi, potremmo dire che il samaritano, vedendo l'uomo ferito, lo amò.
Aveva amore per lui, voleva il suo bene, voleva aiutarlo nella sua sofferenza e nel suo bisogno. Il vero amore si esprime nelle nostre azioni e nel nostro impegno.
La lezione di questo Vangelo è molto potente. Il più grande comandamento è di amare Dio con tutto il nostro cuore, e di amare il nostro prossimo come noi stessi. Alla domanda di chi è il nostro prossimo, Gesù ci mostra che il nostro prossimo è chiunque troviamo nel cammino della nostra vita che sta nel bisogno. Amare il nostro prossimo non è qualcosa che bisogna fare solo quando abbiamo un po' di tempo avanzato. Non è qualcosa che facciamo solo se non ci costa troppo impegno, o se non è rischioso. Non è qualcosa che facciamo solo se abbiamo un po' di soldi che avanzano. Amare il nostro prossimo vuol dire impegnarci per aiutare chiunque Dio mette nella nostra vita che ha bisogno.

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