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Sulla mia strada

Seguire Gesù significa imitarlo nell’obbedienza incondizionata a Dio

Monsignor Sergio Salvini commenta il Vangelo di domenica 24 giugno

Vangelo di Luca

"Prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme. Ti seguirò ovunque tu vada" (Lc 9,51-62).

Seguire Gesù per il Regno è fascino e sfida. Non si tratta più di seguire Gesù sulle strade della Palestina, ma di imitarlo nel suo comportamento: l’obbedienza incondizionata alla volontà di Dio, la pazienza nelle sofferenze. E’ iniziato il cammino di Gesù verso Gerusalemme, il suo volto si è indurito e il suo passo è sciolto verso la Pasqua. Questa via è la strada, incollati a Lui. Gesù chiama con autorità divina, in nome dell’imminente venuta del Regno di Dio, e la sua chiamata comporta un abbandono della vita precedente e disponibilità a condividere il medesimo destino, quello della croce. La prima risposta di Gesù è identica nei Vangeli in Matteo e in Luca.

Gesù e tutti quelli che lo seguono devono rinunciare alla più piccola protezione o rifugio. La tana e il nido rappresentano il luogo dell’intimità, delle relazioni sicure, luogo ove ci si riposa nel corpo e nell’anima e dove la vita si moltiplica, generando il futuro. Ciò che è dato agli animali selvaggi non è dato al “Figlio dell’uomo”.

Gesù “non ha dove posare il capo”. Ha lasciato Nazareth, ha come punto di riferimento in Galilea la casa di Simone a Cafarnao, ma è ormai rimasta indietro e Gesù non ha una dimora sua. La fedeltà alla verità sta riducendo gli amici attorno a lui, anche quelli che lo seguono non lo capiscono. Quale tentazione di fare un passo indietro, pur di avere almeno un amico, almeno una spalla su cui poggiare! Gesù poggerà un giorno la testa, reclinando il capo sulla croce. Questo passo del Vangelo riguarda, più che i beni materiali, altri beni a cui siamo molto sensibili: le relazioni.

Da quelle più strette, a quella con la famiglia d’origine, a quella con la cerchia di parenti, amici e conoscenti. Non sapremmo pensarci senza di esse. Eppure, Gesù si è reso libero da esse per un più grande amore: la fedeltà al Padre e la sua missione che era la salvezza di tutta l’umanità. Come è andata a finire la storia di questi incontri, non lo sappiamo se i tre hanno accettato o sono partiti pensosi o delusi. Luca, lascia aperta la conclusione perché sta al lettore concluderla.

Allora una domanda: Tu, che hai letto, sei disposto a vendere tutto per il Regno? Non a tutti Gesù ha chiesto un abbandono effettivo di tutte le relazioni, a tutti però ha chiesto di non mettere niente prima del Regno. Detto cinese: “Colui che per cercare Dio vende tutto, trattenendo l’ultimo soldo, è uno stolto, perché Dio si trova solo con l’ultimo soldo”.

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