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Sulla mia strada

L'agonia di Gesù continua nella storia della Chiesa e dell'umanità sofferente

Monsignor Sergio Salvini commenta il Vangelo della Domenica delle Palme

Ramo d'ulivo

Si legge nel Vangelo: "In quei giorni portarono un puledro da Gesù, vi gettarono sopra dei mantelli ed egli vi salì sopra. Molti con dei rami tagliati dagli alberi e palme lo precedevano e gridavano: "Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore!".

E’ l'ingresso di Gesù in Gerusalemme, acclamato re da una folla entusiasta. Gesù entra nella Città Santa per affrontare la sua passione. Tale ingresso, però, è un annuncio della vittoria che Egli riporterà sulla morte.
Il ramoscello di olivo, che ogni chiesa oggi porge ai fedeli e che porteremo nelle case, non è un portafortuna, ma un segno-ricordo dell'esperienza di fede in Gesù, un richiamo a restargli fedeli.

Poi, durante la celebrazione si legge nel Vangelo:"Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre, Gesù gridò a gran voce: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: «Ecco, chiama Elia!». Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: «Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere». Ma Gesù, dando un forte grido, spirò".

Domenica delle Palme: Domenica di Passione! Davanti alla Passione del Signore sostiamo in ascolto e in contemplazione. L'agonia di Gesù continua nella storia della Chiesa, nella storia dell'umanità sofferente, nella storia di milioni di uomini provati nel corpo e nello spirito.
Diceva Pascal: Gesù agonizza sino alla fine del mondo.
Le parole, sulle labbra del morente della croce, esprimono grande desolazione: l'isolamento di Gesù è totale, la sua solitudine è senza misura. Tutto è consumato!
Anche la morte! Le braccia di Gesù inchiodate sulla Croce, per sempre rimarranno aperte per accogliere tutti i disperati, tutti i perduti, gli assetati, i derelitti, gli sfollati, i fedeli, i traditori e gli infedeli. Il suo cuore trafitto dalla lancia, non si chiuderà mai più, su nessuna miseria, angoscia, ribellione e oppressione.
Tutto è consumato: i rinnegamenti, i tradimenti, gli scherni, le derisioni, l'ora delle tenebre e il calice amarissimo. Gesù sul trono della croce, splendente e trionfante, ha le piaghe gloriose che brillano come diamanti e gli conferiscono una magnificenza che s'irradierà per tutta l'eternità.
Gesù risorto continua a guidarci nel cammino della vita, affinché ognuno di noi possa raggiungere quel posto che Egli ci ha preparato.

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