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Sulla mia strada

L’avere e il potere quando impongono la loro logica generano conflitti e vuoto

Monsignor Sergio Salvini commenta il vangelo nella I domenica di Quaresima

Tentazioni nel deserto

Gesù fu guidato dallo Spirito nel deserto e tentato dal diavolo. (Lc 4,1-13)

Tra il battesimo del Giordano e il battesimo della croce si apre un cammino di fedeltà. Se Cristo avesse percorso la «scorciatoia» del successo facile, non sarebbe stato autenticamente uomo, né Figlio di Dio.
In fondo questa è la tentazione di ogni uomo e il cristiano deve fare i conti con una realtà che diventa il banco di prova della sua fede e della sua esistenza filiale. Teatro dell’azione è il deserto: da sempre è luogo della prova e dell’intimità con Dio. Al tempo dell’esodo, nel deserto, il popolo d’Israele conobbe la tentazione e risultò sconfitto. Nello stesso luogo Cristo, come nuovo Israele, esce vincitore di Satana. Il tentatore, con raffinata abilità, fa balenare a Cristo il miraggio di un facile messianismo: le suggestioni del potere, del prestigio, della ricchezza. L’avere, il potere, il valere quando impongono la loro logica generano chiusura, delusione, vuoto, conflitti.
Con una triplice parola: Sta scritto... Gesù mostra come la sua vita scorra all’ombra di Dio. Suo cibo è la volontà del Padre: non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. Così deve essere per noi: unico Signore è Dio, a Lui solo dobbiamo prestare culto.
Scegliere Dio è certamente scomodo e lo scontro può fare paura; ma la vittoria di Cristo pervade di ottimismo chi ha aderito a Lui. 
Diceva Dietrich Bonhoeffer, un teologo morto in campo di concentramento: Alla domanda su «che cosa» è la vita si risponde indicando «chi» è la vita.
La vita non è una cosa, un'entità, un concetto, ma una persona, e una persona unica e ben determinata, non in quello che essa ha in comune con gli altri ma nel suo io: l’io di Gesù. Egli pone questo suo io in drastica contrapposizione con tutti i pensieri, i concetti e le vie che pretendono di costituire l’essenza della vita.
Gesù non dice: io ho, ma io sono la vita.
«Io sono la vita» (Gv 14, 6; 11, 25).

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