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Sulla mia strada

"La nostra vita è viva se abbiamo coltivato la passione per il bene"

Monsignor Sergio Salvini commenta il Vangelo di domenica 27 febbraio

Gesù e i discepoli

La bocca esprime ciò che dal cuore sovrabbonda (Lc 6,39-45).

L'uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene. Il buon tesoro del cuore: una definizione piena di speranza, di ciò che siamo nel nostro intimo mistero. Abbiamo tutti un tesoro buono custodito in vasi d'argilla, oro fino da distribuire. Anzi il primo tesoro è il nostro cuore stesso. Diceva Gandhi… un uomo vale quanto vale il suo cuore.
La nostra vita è viva se abbiamo coltivato tesori di speranza, passione per il bene. E poi la nostra vita è viva quando ha cuore.
Gesù porta a compimento la religione antica su due direttrici: la linea della persona, che viene prima della legge, e poi la linea del cuore, delle motivazioni profonde, delle radici buone. Accade come per gli alberi: l'albero buono non produce frutti guasti.
Gesù ci porta alla scuola della sapienza degli alberi. La prima legge di un albero è la fecondità, il frutto. Ed è la stessa regola di fondo che ispira la morale evangelica: un'etica del frutto buono, della fecondità creativa, del gesto che fa bene davvero, della parola che consola davvero e guarisce, del sorriso autentico.
Nel giudizio finale il dramma non saranno le nostre mani forse sporche, ma le mani desolatamente vuote, senza frutti buoni offerti alla fame d'altri.
Invece gli alberi, la natura intera, mostrano come non si viva in funzione di se stessi ma al servizio delle creature: infatti ad ogni autunno ci incanta lo spettacolo dei rami gonfi di frutti, uno spreco di semi, che sono per gli uccelli del cielo, per gli animali della terra, per gli insetti come per i figli dell'uomo. Le leggi profonde che reggono la realtà sono le stesse che reggono la vita spirituale.
Il cuore del cosmo non dice sopravvivenza, la legge profonda della vita è dare, crescere e fiorire, creare e donare. Come alberi buoni.
Ma abbiamo anche una radice di male in noi.
Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio di tuo fratello? Perché ti perdi a cercare fuscelli, a guardare l'ombra anziché la luce di quell'occhio?
Non è così lo sguardo di Dio. L'occhio del Creatore vide che l'uomo era cosa molto buona! Dio vede l'uomo molto buono perché ha un cuore di luce. L'occhio cattivo emana oscurità, diffonde amore per l'ombra.
L'occhio buono è come lucerna, diffonde luce. Non cerca travi o pagliuzze, ma si posa su di un Eden di cui nessuno è privo: «con ogni cura veglia sul tuo cuore perché è la sorgente della vita». (Proverbi 4,23)

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