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Sulla mia strada

"I nemici sono il nostro prossimo, l'egoismo li fa sentire antagonisti"

Monsignor Sergio Salvini commenta il vangelo di domenica 20 febbraio

Gesù consolatore

Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso (Lc 6,27-38).

…Amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. Sono queste parole che ogni uomo da sempre ha desiderato udire ma che nessuno aveva mai avuto la forza e il coraggio di pronunciare, prima di Gesù.
L'umanità d'ora in poi dovrà confrontarsi con queste parole, non potrà più ignorarle. Il valore assoluto di questo dire risiede nella veracità di chi le ha proferite: l'uomo Gesù le ha sottoscritte con la sua vita. Egli ha dimostrato di essere dalla parte della verità.
Chi sono i nemici? 
In realtà è il prossimo che però l’istinto egoista fa sentire come un antagonista. Da sempre i fratelli sono in lotta, e tra loro vige un’inimicizia mortale.

"Qui si dice “ama il nemico” e altrove “ama il prossimo tuo”. Non si è lontani dalla verità se si pensa che il primo concorrente sia il “prossimo”, colui che è più vicino". Non si ama veramente il prossimo se non lo si ama quando pare un nemico. Gesù non offre tanto un insegnamento morale, ma si presenta lui stesso come colui che ci ha amato quando eravamo il suo “prossimo-nemico”.
Che fare con i nemici?
Tre indicazioni concrete: fare il bene e non il male (vincere il male con il bene) parlare bene (con chi ti maledice) pregare (per coloro che trattano male). Solo in questo modo viene sconfitta la spirale del male, non ripagando con la stessa moneta ma invertendo la logica malvagia attraverso il perdono.
Si tratta di azioni concrete e sempre possibili: un “fare” un “dire” che raggiunge nella preghiera la conversione del “cuore”. Solo allora il male è così estirpato anzitutto da se stessi. Fare il contrario, opporsi al male con il male, maledire e dimenticare il nemico significa essere prigionieri del male, subirne la potenza malefica. Per questo agire bene, benedire e pregare sono un modo con cui il Signore ci protegge dal male.
L’amore per i nemici come espressione della misericordia spinge a superare forme insufficienti di “gentilezza”. Si tratta di qualcosa di più, di “essere come Dio”, lasciare che in noi operi quell’amore di Dio che abbiamo ricevuto in Cristo. 
Nulla di meno.

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