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Sulla mia strada

Il 2022 sia l'anno della liberazione dal Covid e dai mali morali e spirituali

Monsignor Sergio Salvini commenta il vangelo delle feste

Presepe

"Avete ricevuto l’unzione dal Santo e tutti avete la conoscenza"

I pastori trovarono Maria e Giuseppe e il bambino.
Dopo otto giorni gli fu messo nome Gesù.

Un anno finisce.
Un anno inizia!
Ci siamo, dunque, passa anche questo 2021 e inizia il 2022.
Alcuni si prepareranno alla festa del passaggio in compagnia, con cena e festeggiamento. Segno dell'innata speranza dell'essere umano che guarda sempre avanti, che spera sempre che le cose possano cambiare, migliorare, fiorire.
Altri, penso alle persone anziane, si accontenteranno della solita minestra e verranno svegliati dai botti. Un anno in più, per tutti. Un anno che speriamo essere migliore, più intenso, più vero. Che sia davvero così. Quel che è certo, è che dobbiamo sempre alzare lo sguardo, ad andare oltre, a vedere che le nostre vite sono inserite in un magnifico progetto di vita, in un grande progetto d'amore. Allora ogni giorno diventa denso e decisivo, ogni istante, anche quello della ferialità, diventa il luogo dove si realizza il Regno. Buon anno, di cuore. Dio ci ama.
Un nuovo anno inizia: 365 giorni da scrivere nel segno della speranza con l'aiuto di Maria, madre di Dio. Il nuovo anno è un nuovo tempo che Dio dona all'umanità e alla stessa creazione, che ha avuto un’origine ed avrà un termine.
Ad una settimana esatta dal Natale, ritorna a consolarci il testo del vangelo di Luca, nel quale leggiamo che i pastori andarono, senza indugio, alla grotta e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia.
I pastori diventano i primi messaggeri della nascita dell'atteso Messia e con la loro semplice testimonianza di vita e di parola riescono a far stupire le persone.
Il primo giorno dell'anno non è solo la festa del tempo che ricomincia ad essere contato più consistente da un punto di vista numerico, ma è la giornata in cui preghiamo, in modo speciale, perché la pace regni sulla terra e nei cuori e ci responsabilizziamo verso di essa, diventando operatori di bene e di pace in tutti i luoghi in cui viviamo ed operiamo.
Lo slogan del nuovo anno è fissato in una benedizione comunicata direttamente da Dio a Mosé e quindi con maggiore peso e valore… come la preghiera del Padre Nostro che Gesù stesso ha insegnato agli apostoli e noi abbiamo accolto.
Oggi che ci troviamo ancora a fronteggiare un'epidemia colossale ci siano di conforto proprio quelle parole di benedizione della preghiera del Padre nostro: Signore non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male.
Il 2022 sia anno di liberazione non solo dal male della pandemia da coronavirus, ma anche da ogni male morale e spirituale, perché solo così possiamo sperare in una vita davvero migliore e pacifica con la protezione della Madre di Dio.

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