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Sulla mia strada

L'uomo vuole salire, comandare. Dio invece scendere e servire

Le riflessioni di Monsignor Sergio Salvini sul Natale

Natale presepe

Si legge nella Bibbia: "Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce" (Is 9,1).
"E’ apparsa la grazia di Dio, che porta salvezza a tutti gli uomini" (Tt 2,11).
"Maria, diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia" (Lc 2).

Queste espressioni bibliche sono un tratto particolare delle letture della Messa della notte, l’Eucaristia dove celebriamo il ricordo della nascita. Mi pare che esprimano un bel significato del Natale… ma anche racchiudono, ognuna per sé e tutte e tre insieme, un vivo augurio di speranza.
E’ la "gloria del Signore" che avvolge di luce i pastori e annuncia la nascita del Salvatore. Il Messia si fa presente in modo diverso da come, per secoli, lo si è atteso. Dio sconvolge le attese e apre orizzonti per riconoscerlo; orizzonti nascosti nella quotidianità della vita. Non sono le cose irraggiungibili a rendere il Signore presente, ma la semplicità, la normalità del bene nella vita di ogni giorno. Questo è il Natale!
Questo è il dono dell'incarnazione di Gesù: poter dire in ogni istante della vita, della nostra storia, fatta di povertà, di limite, di fragilità: Gesù ha scelto di stare con noi. L'uomo vuole salire, comandare, prendere. Dio invece vuole scendere, servire, dare. È il nuovo ordinamento delle cose e del cuore. 
Dio entra nel mondo dal punto più basso, in fila con tutti gli esclusi. Scriveva padre Turoldo, un grande poeta teologo: Dio si è fatto uomo per imparare a piangere. Per navigare con noi in questo fiume di lacrime, fino a che la sua e nostra vita siano un fiume solo. Gesù è il pianto di Dio fatto carne.

Per te, per me, per tutti, in questo Natale nella mia Chiesa in San Cristoforo, prego: Mio Dio, mio Dio bambino, povero come l'amore, piccolo come un piccolo d'uomo, umile come la paglia dove sei nato, mio piccolo Dio che impari a vivere questa nostra stessa vita. Mio Dio incapace di aggredire e di fare del male, che vivi soltanto se sei amato, insegnami/ci che non c'è altro senso per noi, non c'è altro destino che diventare come Te.

Buon Natale! In modo speciale agli anziani, agli ammalati, a chi è ferito nel cuore, a chi si sente escluso, a chi è solo, a chi in famiglia vive divisioni e dolore, a chi ha subito un lutto ed è ferito dentro, vorrei augurare un Natale di Luce.
Offrire una piccola fiamma, come quella di un cerino, per accendere e scaldare il cuore…
Ritornare a far vivere la speranza!

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