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Sulla mia strada

"Riconosciamo la voce di Dio, la fede dipende dall'ascolto"

Monsignor Sergio Salvini commenta il Vangelo della II domenica d'Avvento

Candele viola

Si legge nel Vangelo di Luca: "Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!".

La figura di Giovanni Battista, che ammiriamo in AVVENTO, tra i protagonisti, ci ricorda come la fede inizia dall'ascolto e come l'ascolto dipenda da qualcuno che si faccia voce di questa parola che attendiamo. In questo tempo parola d’ordine è: Maràna thà, Vieni Signore Gesù!
Ci è chiesta l’umiltà di accettare che sia qualcuno diverso da noi - diverso dal nostro io che vorrebbe sempre prevalere e averla vinta – a pronunciare una parola autorevole a cui prestare ascolto. Ognuno di noi avrà il suo Giovanni Battista nella misura in cui avrà scoperto il proprio limite, riconoscendosi bisognoso di mettere la propria vita in mano a uno di cui ci si fida.
Siamo invitati a fare come i bambini: imparare a parlare non perché gli si insegna i rudimenti della grammatica, ma perché percependo un suono riconoscono come "voce", e riuscendo a dotarlo di senso lo rende "parola".
Lasciamo dunque che lungo i crinali della storia, della nostra storia, il Signore tracci il suo percorso, e che la strada quotidiana diventi anche per noi storia di salvezza!
Raddrizzate, appianate, colmate...
Il Giovanni Battista, giovane profeta un po' selvatico, dipinge un paesaggio aspro e difficile, che ha i tratti duri e violenti della storia: ogni violenza, ogni esclusione e ingiustizia sono un burrone da colmare. Ma è anche la nostra geografia interiore: una mappa di ferite mai guarite, di abbandoni patiti o inflitti, paure, solitudini, disamore...
C'è del lavoro da fare, un lavoro enorme: spianare e colmare, per diventare semplici e diritti. E se non sarà mai una superstrada, non importa, sarà un piccolo sentiero nel sole.
Dio trova sempre la strada per raggiungere noi e posarci la mano sulla spalla, poiché niente lo ferma.
Ogni uomo vedrà la salvezza.
Ogni uomo? Sì, esattamente, perché Dio vuole che tutti siano salvi, e non si fermerà davanti a burroni o montagne, neppure davanti alla tortuosità del passato o ai cocci della nostra vita.
Una delle frasi più impressionanti del Concilio Vaticano secondo afferma: «Ogni uomo che fa esperienza dell'amore, viene in contatto con il Mistero di Cristo in un modo che noi non conosciamo» (GS).
Cristo raggiunge ogni uomo, tutti gli uomini, e l'amore è la sua strada.

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