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Sulla mia strada

La speranza viene a noi vestita di stracci perchè le confezioniamo l'abito da festa

Monsignor Sergio Salvini commenta il Vangelo di domenica 14 novembre

Gesù e i discepoli

Si legge nel Vangelo di Marco: "Il Figlio dell'uomo radunerà i suoi eletti dai quattro venti".

Certo, è il ramo di un albero produttivo che è utile all'alimentazione. Ma non è però tutto. Il ramo tenero verde serve a Gesù per esprimere un fatto estremamente importante: il Figlio dell'Uomo, cioè la sua stessa persona, è alle porte e quindi verrà presto a spalancare le porte della vita eterna a tutti quelli che, vivendo la fede nel suo Vangelo, realizzano la scelta lieta e responsabile di viverlo in pienezza.
Se ogni giorno c'è un mondo che muore, ogni giorno c'è anche un mondo che nasce.
Sempre si va di inizio in inizio, attraverso inizi sempre nuovi.
Quante volte si è spento il sole, quante volte le stelle sono cadute a grappoli dal cielo, lasciandoci vuoti, poveri, senza sogni: una disgrazia, una malattia, la morte di una persona cara, una sconfitta nell'amore, un tradimento.
E’ sempre necessario ripartire, un'infinita pazienza di ricominciare.
Bisogna sempre guardare oltre l'inverno, credere nell'estate che inizia con il quasi niente, una gemma su un ramo, la prima fogliolina di fico, «nella speranza che viene a noi vestita di stracci perché le confezioniamo un abito da festa».
Gesù ci educa alla speranza, a intuire dentro la fragilità della storia come le doglie di un parto, come un uscire dalla notte alla luce.
Ben vengano allora certe scosse di primavera a smantellare ciò che merita di essere cancellato. E si ricostruirà, facendo leva su due punti di forza.
Il primo: quando vedrete accadere queste cose sappiate che Egli è vicino, il Signore
è alle porte. La nostra forza è un Dio vicino, "la sua strada passa ancora sul mare, anche se non ne vediamo le tracce", canta un Salmo.
La nostra nave non è in ansia per la rotta, perché sente su di sé il suo Vento di vita. Il secondo punto di forza è la nostra stessa fragilità. Per la sua fragilità l'uomo, tanto fragile da aver sempre bisogno degli altri, cerca appoggi e legami. Ed è appoggiando una fragilità sull'altra che sosteniamo il mondo.
Dio è dentro la nostra fragile ricerca di legami, viene attraverso le persone che amiamo. Ogni carne è intrisa d'anima e umida di Dio.
Da sempre i saggi risplenderanno, i giusti saranno come stelle per sempre, il cielo dell'umanità non sarà mai vuoto e nero, uomini giusti e santi si accendono su tutta la terra, salgono nella casa delle luci, illuminano i passi di molti.
Tutti insieme foglioline di primavera, del futuro buono che viene.

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