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Sulla mia strada

"Il matrimonio cristiano non è un contratto impegnativo, ma vocazione"

Monsignor Salvini commenta il Vangelo di domenica 3 ottobre

matrimonio cristiano

Si legge nel Vangelo di Marco… Mc 10,2-16 L'uomo non divida quello che Dio ha congiunto. Il matrimonio cristiano, proprio perché segno dell'amore infinito di Dio, non può essere ridotto a un contratto impegnativo, ma deve essere considerato come una vocazione decisiva: l'amore che trasforma in una comunione perfetta, in un segno vivo dell'amore divino. Gesù nella discussione del Vangelo, riporta "all'inizio della creazione", cioè al progetto fondamentale che Dio aveva in mente quando creò l'uomo e la donna. Dio aveva sognato per la coppia un'unità assoluta: questo è il sogno di Dio per l'uomo e la donna. L’unione dell’uomo e della donna nel matrimonio è sacramento, segno tangibile della grazia.
È modello dell’amore trinitario più delle altre relazioni esistenti perché è strutturalmente un rapporto “tra diversi”, perché educa all’alterità e all’ascolto, con tutto il dramma che ciò comporta, più di ogni altra relazione; perché è generativo, fecondo come l’amore della trinità che crea il mondo. Il Sacramento comporta che, sebbene siano le persone liberamente a sceglierlo,entra in gioco l’incancellabile azione divina. Non è più un rapporto “contrattuale”, con le sue clausole d’uscita.
È un mistero, e “non tutti possono capirlo”. È il mistero di due esseri umani instabili e confusi che accolgono, in coscienza e volontà, di trasformare la loro comunione – con tutta l’inadeguatezza che vi si trova – attingendo da una energia di unità esterna e santa, da Dio. Non è l’adempimento dell’amore nella sua immediatezza ma la lenta trasformazione di esso nel vero amore, ad opera della grazia stessa del sacramento. Rompere l’amore del matrimonio e sostituirlo con un altro, dividere questa carne, corrisponde a non credere più nella grazia (nascosta) del Sacramento. Il forte messaggio di oggi, insieme alle parole: “Chi guarda una donna per desiderarla ha già commesso con lei adulterio nel suo cuore” lasciano sbigottiti i discepoli e noi, e richiedono, per essere accolti, grande responsabilità e discernimento da una parte e grande fede sull’operato dello Spirito Santo dall’altra. Accogliere questa verità è la chance divina da preservare “come un tesoro in vasi da creta”, per vivere e crescere come uomini nel Suo amore.

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