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Sulla mia strada

"I like sulle bacheche indicazioni senz'anima"

Monsignor Sergio Salvini commenta il vangelo di domenica 12 settembre

Vangelo

Si legge nel Vangelo di Marco: "Tu sei il Cristo… Il Figlio dell’uomo deve molto soffrire".
Viviamo un tempo dominato dai sondaggi. Alcune volte orientati a prevedere risultati attesi, altre volte indicano lo stato attuale della popolarità.
Siamo preoccupati di ciò che la gente pensa di noi, abbiamo la necessità di sentirci riconosciuti e apprezzati, sebbene i tanti "mi piace", delle nostre bacheche mediatiche, sono sbrigative indicazioni senza anima. Tuttavia sono sufficienti per appagare un’effimera rassicurazione.
La gente chi dice che io sia? La domanda che Gesù pone ai discepoli non è generata da una tale preoccupazione: si rende conto che le folle lo seguono, attratte dai gesti prodigiosi che ha compiuto, e l’orizzonte sul quale si muovono è parziale e limitato con il rischio di diventare ingannevole.
Gli stessi discepoli, riportando il sentire della gente, si fermano ad indicarlo a Giovanni Battista, Elia o uno dei profeti.
Ma voi chi dite che io sia? Il cerchio dell’indagine si restringe al parere dei discepoli e la risposta di Pietro è lapidaria: "Tu sei il Cristo".
Affermazione perfetta… che riconosce nella persona di Gesù colui che incarna le secolari attese del Messia del popolo giudaico. Gesù chiede il silenzio, annunciando che il compimento della rivelazione troverà la piena realizzazione nel mistero pasquale.
Un insegnamento deciso e chiaro, che disegna un percorso difficile da accettare poiché si sviluppa attraverso tre verbi che dicono sofferenza, rifiuto e morte, preludio alla risurrezione. La risposta di Pietro, immediata e istintiva, si era fermato all’idea di un Messia glorioso e vincitore alla maniera umana.
Il principe degli Apostoli, spintosi troppo in avanti con i suoi sogni di gloria, viene rimproverato da Gesù e invitato a mettersi dietro a Lui. Ha ancora tanto da imparare per conformare i suoi progetti umani con quelli che Dio sta realizzando con il suo Figlio Gesù. 
E’ facile sentire Pietro molto vicino a noi, quando siamo abitati da fervore e dedizione, mentre in altre circostanze la persona di Gesù ci appare estranea. Caricarsi in spalla la croce ogni giorno, diviene ed è aspetto qualificante di una vita illuminata dal Vangelo.

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