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Sulla mia strada

Che la vita canti dal suo nascere al suo spegnersi: nessuno è di troppo

Monsignor Salvini commenta il vangelo di domenica 5 settembre

vangelo

Si legge nel Vangelo di Marco: "Fa udire i sordi e fa parlare i muti".
“Effatà, apriti!” Schiuditi…
Ieri come oggi è un invito ad aprirsi, ad ascoltare, a pregare, ad accogliere il Signore.
Nel rito del Battesimo è l’ultimo atto, prima della triplice benedizione finale. Questo rito fa capire che è solo lui che permette, con il suo amore, di avere relazioni vere e durature con i fratelli e le sorelle. Senza il suo intervento, ciascuno di noi resta un’isola, tagliato fuori da veri rapporti di comunione con gli altri. Per essere autentici figli di Dio, è d’obbligo aprirci!
Apriti alla Vita: a Dio e ai fratelli! Che la vita canti dal suo nascere al suo spegnersi… in modo naturale, poiché nessuno è di troppo. Nessuno è “padrone” di spegnere l’interruttore del vivere. Effatà, apriti!, esprima con il nostro atteggiamento, la volontà capace di dare fiducia all’altro.
In un’ora difficile come l’Afghanistan sta vivendo, in forza del nostro battezzati, non possiamo e non dobbiamo restare chiusi, ma dobbiamo entrare nella vita, entrare nella danza della vita, aprirci a ciò che ogni giorno come novità spunta e fiorisce!
Questa è l’ora di una chiesa che sa dare l’ascolto a quelli che ne sono privi, che sa parlare a coloro ai quali nessuno parla, una chiesa che sa dare la parola, anche al non istruito e incapace di comunicare. E’ l’ora che i cristiani diventino capaci di “logoterapia”, della quale vi è tanto bisogno nelle comunità, sovente mute, incapaci di esprimere un’opinione pubblica e, ancor più, incapaci di dare eloquenza alla fede, di annunciare la buona notizia che è nel cuore dei credenti. Sono troppi oggi i sordi balbuzienti che non sanno ascoltare gli altri.
E’ l’ora di pensare ad un elementare servizio di carità. Rendere onore a tutti: laureati e non laureati, poiché nessun uomo è un’isola! L’essere sordi consiste non nel fatto che non ascolti più, ma che sei costretto ad ascoltare soltanto te stesso. E questa realtà non riguarda soltanto i sordi fisici, ma i ben più numerosi sordi spirituali. Il mondo è pieno di gente che ci sente benissimo, ma che ascolta soltanto se stessa.
“Effatà, Apriti!” è la parola che libera, che salva dalla crudeltà del solo ascolto di noi stessi, dei nostri rancori, delle nostre frustrazioni, dal ringhio del nostro odio prima che diventi un ringhio eterno.
Il miracolo per noi, è che Gesù ha sturato i nostri orecchi e ci fa sentire la sua voce, e assieme a questo ci rende in grado di ascoltare la voce del prossimo, i suoi bisogni e le sue speranze, le sue preoccupazioni e le sue consolazioni.

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