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Sulla mia strada

La fede di Maria tiene insieme lavoro quotidiano e cose eterne

Monsignor Sergio Salvini commenta il vangelo nella solennità dell'Assunta

Assunta

Oggi festa dell'Assunta

In questi giorni d’agosto, capita di guadare il cielo, come per scrutarne le intenzioni e il decidere, di conseguenza, come organizzare le nostre giornate. Voglia di sentirsi bene, in pace, con noi stessi e gli altri e la natura. A ferragosto riaffiora dentro di noi il desiderio di un’umanità meno tesa e affannata, vogliosa di serenità, di incontro vero con gli altri… il sogno di vivere riconciliati nel corpo e nello spirito. Immagini serene che ci permettono di gustare la festa dell’Assunta.
L’immagine di una donna vestita di sole e sul suo capo una corona di dodici stelle ci racconta bene Maria di Nazaret.
Lei è l’immagine della natura riconciliata e in comunione con il suo Creatore. Maria, donna, non dea, corpo che ha sofferto per le doglie del parto, non figura evanescente, trasparente, senza carne. Ma corpo che vibra di emozioni, vicinanza che coinvolge e sente la persona che è di fronte, entra in comunione. Lei ci insegna a vivere sulla terra con quella parte di cielo che la compone.
La fede di Maria è la nostra, è ciò che tiene insieme il lavoro quotidiano e le cose eterne, le realtà penultime di una vita semplice e le realtà ultime, il non vedere e il non capire, e poi la luce improvvisa che rivela il senso: la morte come esperienza devastante e poi la speranza della risurrezione.

Cari Lettori, in questo momento in cui leggete sono a Lourdes.
Vi penso tutti, vi affido alla bianca e bella Signora, ognuno di Voi con il proprio cuore; lieto o ferito. Io guardandandoLa vedo il cielo, anche per Voi, Mi accendo per accenderVi.
Maria è la donna del Magnificat, è nostra madre e maestra.
Nel terreno dei giorni che si rincorrono, a volte monotoni e ordinari, a volte incalzanti come i nuvoloni carichi di acqua, nonostante tutto fiorisce il germe di futuro custodito, alimentato dal Dio della Vita.
Dio rende perfetto il sogno creato in ciascuno di noi. Maria, ci insegna a pregare il nostro magnificat: raccogliere, a sera, dal cesto della nostra giornata ogni fatto, incontro, parola, momenti di gioia e di sconforto, grazia e peccato.
Abbracciarli con il tenero e caldo sguardo di Dio.
Così siamo rassicurati, in pace e siamo spronati a riprendere sempre da capo, cercando di esprimere, attraverso il nostro corpo: gesti, parole, silenzio, vicinanza, l’Amore che solo ci dona gioia, quella vera.

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