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Sulla mia strada

Il regno di Dio nella storia assume forme umili e nascoste

Monsignor Sergio Salvini commenta il Vangelo di domenica 13 giugno

Chicco di senape

Si legge nel Vangelo di Marco: È il più piccolo di tutti i semi, ma diventa più grande di tutte le piante dell’orto.
Questa è la potenza del seme del Regno! L’essenziale è invisibile agli occhi.
Il Regno è come un seme, seminato nei nostri cuori.
Leggiamo questa parabola dall’interno invece che dal di fuori, cercando di metterci dentro il seme, e anche noi rinchiuderci con lui nell’attendere. L’attesa è sempre silenzio, stupore, per poi esplodere in meraviglia.
Però è necessario il sentire con la terra… l’umidità, il sole. Stare lì di notte, di giorno, permettere che i ritmi umani segnati dalla veglia e dal sonno scorrano in modo naturale, restando vivi, attenti, ma diversamente attivi, quasi fermi, senza fretta, nascosti e impastati nell’humus.
Il seme sotto terra è testimone silenzioso dell’istante in cui l’azione umana e quella divina s’incontrano: conosce la mano che getta il seme e la mano ed il cuore di Colui che poi lo fa crescere.
Nessuno cresce solo! Neppure il più piccolo seme. Da sempre “madre terra” lavora.
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Il regno di Dio nella storia assume forme umili e nascoste: ha l’aspetto della piccolezza.
Esso è elogio dell’umiltà.
È questo uno dei criteri fondamentali della sua presenza in mezzo all’umanità.
È presente sì nei fatti concreti della vita, ma si tratta di una presenza nascosta e silenziosa: come il sale che dà sapore se non è avvertito, come il lievito che fa fermentare la massa se si dissolve in essa e come la luce che illumina senza essere vista.
La presenza del regno di Dio si vede e non si vede perché non fa chiasso e rumore. Sta in fondo e dietro alle cose. È il divino nella sua immensa semplicità …
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Sta sulla paglia del presepio e sul legno della croce.
È il divino che entra nell’umano senza clamore.
A Madre Teresa qualcuno rinfacciava che il suo prendersi cura degli ammalati raggiungeva una minima parte dei poveri del mondo e che pertanto la povertà andava affrontata in altro modo. Lei proseguiva il suo impegno con la certezza interiore che le cose grandi sono la somma di tante piccole…
Nel Padre nostro noi diciamo: venga il tuo regno…
Noi chiediamo che la signoria di amore, di giustizia e di pace di Dio si estenda dentro di noi, nel nostro cuore; fuori di noi, nel mondo; oggi e domani. Pregando impegniamoci a cercare prima il regno di Dio e la sua giustiziasicuri che tutto il resto ci sarà dato in aggiunta (Mt 6,33).
Poniti una domanda e prova a risponderti:
Cosa vuol dire che sono i piccoli gesti quotidiani che trasformano il mondo? Quali tuoi gesti sono trasformanti?

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