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Sulla mia strada

Digiuno, preghiera ed elemosina sono le tre strade da percorrere

Il commento al Vangelo della domenica

Trasfigurazione del Signore

Si legge nel Vangelo di Marco: "Questi è il Figlio mio, l’amato".

Siamo in viaggio per un cammino di essenzialità: 40 giorni per convertirci alla gioia pasquale, per lasciar crescere in noi la tenerezza del volto di Dio, per imparare o reimparare cosa ci è davvero necessario.
Digiuno, preghiera ed elemosina sono le tre strade da percorrere: “un cammino lungo come una Quaresima”.
Nella simpatica e luminosa coscienza cristiana del passato, questa frase sintetizza bene l’atteggiamento di insofferenza verso questo tempo liturgico che ci appare come un’imposizione di sacrifici e desueti fioretti per mortificare il corpo.
Al contrario, la Quaresima autentica non mortifica, ma vivifica, sapendo bene che la vita interiore è lotta radicale contro l’aspetto tenebroso della nostra coscienza e che non basta rinunciare ai dolci per convertire il cuore.
Ben più radicale è l’atteggiamento che Gesù oggi ci chiede: spalancare il cuore all’amore di Dio, salire sul Tabor.

La bellezza salverà il mondo, l’affermazione, contenuta in uno dei romanzi dello scrittore russo Fedor Dostojewski, ci introduce benissimo a questa inusuale seconda domenica di Quaresima. Vangelo poco "mortificato" e penitenziale quello che ogni anno la liturgia ci propone, quasi a soffocare sul nascere la solita consuetudine cattolica di essere tristi, specialmente quando si parla di Dio. Sbagliato: quando si parte nel deserto il cuore è allegro, perché alla fine saremo liberati dal faraone e dal suo esercito.
Quando si sale sulla montagna, malgrado la fatica, ciò che ci spinge a salire è la gioia nello spaziare con lo sguardo oltre le vette. Abbiamo urgente bisogno di bellezza, della bellezza di Dio che è verità, bene e bontà. Non è forse questa la fragilità della nostra fede contemporanea? Non è forse questa la ragione di tanta tiepidezza? Non abbiamo forse smarrito la bellezza nel raccontare la fede? Nel celebrare il Risorto?

Molti dicono: è noioso credere. Il Vangelo di oggi ci dice, al contrario, che credere può essere splendido. Varrebbe la pena di recuperare il senso dello stupore e della bellezza, l’ascolto dell’interiorità che ci porta in alto, a fissare lo sguardo su Cristo.

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