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Sulla mia strada

Dio non guarisce con un decreto ma con una carezza, amandoci

Il commento al Vangelo di domenica

Vangelo domenica 14

Si legge nel Vangelo di Marco: "La lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato".

Gesù, da sempre ha compassione e si affianca ai lebbrosi di tutti i tempi.

Anche oggi, a quelli del nostro tempo. Compassione: cum+patire… soffrire insieme.
Davanti al contagioso, all’impuro, che non si deve toccare, Gesù prova compassione e allunga la mano e lo tocca. Nel Vangelo ogni volta che Gesù si commuove, tocca. Tocca l’intoccabile, toccando ama, amando guarisce.
Dio non guarisce con un decreto, ma con una carezza.

La risposta di Gesù al "se vuoi" del lebbroso, è diretta e semplice, è una parola immensa: "Lo voglio: guarisci!". Dio altro non vuole che figli guariti.

La bella notizia è un Dio che fa grazia, che risana la vita, senza mettere clausole.
Poi si legge nel Vangelo: e lo mandò via, con tono severo, ordinandogli di non dire niente. Gesù non compie miracoli per qualche fine, né per fare adepti o per avere successo. Lui guarisce il lebbroso perché torni integro, perché sia restituito alla sua piena umanità e alla gioia degli abbracci. È la stessa cosa che accade per ogni gesto d’amore.

Amare "per", farlo per un qualsiasi scopo non è vero amore.
Quanti uomini e donne, pieni di Vangelo, hanno fatto come Gesù e sono andati…

E’ un gesto di affetto, un sorriso, che “tocca il cuore” e molte di queste persone sono letteralmente guarite dal loro male, e sono diventati a loro volta guaritori.
Prendere il Vangelo sul serio ha dentro una potenza che cambia il mondo.
E tutti quelli che l’hanno preso sul serio e hanno toccato i lebbrosi del loro tempo, tutti testimoniano che fare questo porta con sé una grande felicità.
Perché ci si mette dalla parte giusta della vita.

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