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I 130 anni della Pro

Rosso e Borello: un Azzurro veloce come un lampo

I due vercellesi furono notati da ct Pozzo in vista delle Olimpiadi di Parigi ‘24

Olimpiadi 1924

Ungheria-Italia 7-1 disputata il 6 aprile 1924

Superato brillantemente il test in amichevole con il Milan del 5 marzo 1924, davanti agli occhi di ct Vittorio Pozzo (nominato pochi mesi prima Commissario Unico, ma con i collaboratori Garbutt e Burgess), per la mezzala sinistra di qualità Severino Rosso si spalancarono le porte della Nazionale.

Pochi giorni dopo, però (il 9 marzo 1924), Rosso non giocherà il secondo incontro nella storia tra Azzurri e “Furie Rosse”. Sempre a Milano, sul Campo di Viale Lombardia il match Italia-Spagna 0-0 contiene in sé altri elementi di assoluto orgoglio per i colori vercellesi. L’Italia scese infatti in campo con: De Prà, Viri Rosetta, De Vecchi, Barbieri, Burlando, Leale, L. Conti, Cevenini III, Catto, Baloncieri, Borello. Rosetta e Borello, dunque, proseguono la tradizione bicciolana degli Azzurri. E se per Rosetta diverrà un’abitudine per un decennio, in cui sarà il punto di riferimento – insieme all’amico Caligaris – per come si intende “difendere all’italiana” negli Anni ‘20, per Francesco Borello sarà invece un unicum prezioso e indimenticabile.

Classe 1902, ala mancina perno della Pro Vercelli bicampione 1920-21 e 1921-22, arriverà più volte sul fondo, a due passi dal mitico portiere Ricardo Zamora, a crossare per Cevenini III, Catto e soprattutto Baloncieri. La concorrenza però è ampia e per Francesco, non ci saranno più finestre in Azzurro. Nelle sue 153 presenze in casacca bianca, Borello andò a segno 28 volte. Decisive, in questo senso, le 11 marcature nel campionato 1921-22, quello CCI, quello “difficile e quotato”. L’esordio in casacca bianca era avvenuto  alla 5.a giornata del campionato della rinascita quello 1919-20, poi vinto dall’Inter. Si giocava a Biella, al campo “Lanzone”, quella domenica 9 novembre 1919. I Leoni dominarono per sei reti ad una (Ardissone, Rampini III; 2 reti Ardissone, 2 reti Rampini III, Roasio II (B) e lo score avrebbe potuto essere ancora più rotondo se Rosetta non avesse fallito un calcio di rigore. Fu, quello, un momento importante, perché si tratta del primo derby in campionato con la Biellese. L’11 bianco scese in campo con: Sironi, Rosetta, Perino, Guido Ara (allenatore-giocatore), Parodi, De Bianchi, Ardissone, Gay, Matuteja, Borello e Rampini III. I bianconeri biellesi iniziarono però già con le scaramucce: si dovette infatti attendere il 17 novembre per conoscere l’esito del reclamo in Federazione operato dai padroni di casa, “per sopraggiunta oscurità sul campo di giuoco”, ma il ricorso fu (pure stizzosamente) respinto dalla Federazione. Curiosamente, sarà proprio con la maglia della Biellese che Borello disputerà i suoi ultimi 3 incontri ufficiali nel calcio “che conta” (Girone B della Divisione Nazionale, lo stesso della Pro, contro cui però non giocherà mai), agli ordini del tecnico austriaco Josef Liebhart. Correva il 1928-29, Francesco era lì per lavoro, ma sapeva bene che il meglio sui campi da giuoco l’avesse già dato: tornerà alla Pro per provare il debutto in Serie A, rimanendo nella rosa dei Leoni sino al 1930, senza però mai più scendere in campo.

Lo 0-0 rispettoso tra le due Nazionali di Italia e Spagna servì dunque solo da antipasto per le gare ai Giochi Olimpici Parigini. Prima del replay tra Italia e Spagna, fissato per il 25 maggio del ’24, per i ragazzi di Pozzo ci fu tempo per un’ultima amichevole. Con l’Ungheria, a Budapest, il 6 aprile. La gara (esordio di Combi) fu un letterale disastro: finì 7-1 per i magiari (tripletta di Molnar) e la rete della bandiera azzurra fu messa a segno solo al 76’ da Cevenini III, per giunta su rigore. L’11 Azzurro era sì rimaneggiato perché senza le stelle di Genoa e Bologna, impegnate nella lotta scudetto, unico De Vecchi a rispondere alla chiamata (Combi, V. Rosetta, R. De Vecchi, Cevenini III, F. Romano, Aliberti, L. Conti, Ardissone, Baloncieri, Rosso, Monti III), ma nulla tra gli addetti ai lavori lasciava presagire ad un disfatta di tali proporzioni. A rimetterci (parzialmente) le piume, insieme ad altri, fu proprio il nostro Severino Rosso, reo di aver debuttato in Azzurro nel giorno sbagliato. In realtà, alla spedizione italica ai Giochi transalpini Rosso sarà comunque tra i convocati, senza peraltro mai scendere in campo. L’11 italico si sbarazzò, è vero, della Spagna sotto la pioggia per 1-0 (25-5-1924: con Rosetta in campo, fatale all’ 84’ l’autorete dell’iberico Vallana su tiro di Baloncieri) e del Lussemburgo per 2-0 (29-5-1924, con il 19nne Levratto che abbatte il portiere Bausch con una fucilata del suo potentissimo sinistro, provocandogli un profondo taglio alla lingua), per poi inciampare nei Quarti con la Svizzera il 2 giugno 1924, 2-1 per i rossocrociati (gol in vistoso fuorigioco), sempre con Rosetta testimone e titolarissimo in campo.

Rosso, il cui ruolino con la maglia della Pro è impressionante (25 gol in 51 presenze) indosserà la maglia del Foggia nel biennio 1927-29 (nel doppio ruolo di allenatore-giocatore) nel cosiddetto “Campionato meridionale”, concepito dal Direttorio su gironi piccoli, come propaganda, perché dava la possibilità a piccoli sodalizi di confrontarsi con realtà più grandi ed evolute, e quella del Bari (1930-31), per poi chiudere la carriera nelle vicine Galliate e Saronno. Morirà a Vercelli nel 1976.

Il prossimo episodio dei 130 anni di Pro su La Sesia di domani, venerdì 8 luglio


 

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