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Il racconto

Severino Rosso e i due gol alla Nazionale

Il forte centrocampista vercellese incantò ct Pozzo con la maglia del Milan

Severino Rosso e i due gol alla Nazionale

I dirigenti sul campo di Viale Lombardia

Nella lunga galleria di giocatori vercellesi che abbiano avuto l’onore e il merito di arrivare ad indossare la maglia della Nazionale A Italiana, Severino Rosso è sicuramente tra quelli più forti e contemporaneamente meno citati in assoluto. Centrocampista mancino col prepotente vizio del gol, Severino era nato a Vercelli il 13 dicembre del 1898.

Cresciuto nel mito della squadra della sua città e avendone ammirato il massimo fulgore (1908-1913) e giocato nelle giovanili, Severino, dopo il primo conflitto Mondiale trova però fortuna a Legnano, dove con i Lilla disputa tre massimi campionati, dal 1920 al ‘23, perdendo così irrimediabilmente l’ultimo treno glorioso delle Bianche Casacche bi-scudettate dei primi Anni ‘20. A Legnano Rosso scende in campo 30 volte, mettendo a segno 11 reti. Un ruolino che non certo passa inosservato agli addetti ai lavori e che lo fa tornare di gran diritto alla casa madre della Pro, dove giocherà tre campionati: 1923-26. È, quella, ancora una grande, grandissima Pro Vercelli che – alla cessione di Rosetta – riesce a rispondere negli 11 via via titolari con veri e propri fenomeni del calibro, tra gli altri, di Ardissone, Piccaluga, Borello, Mattuteja, Zanello e Cavanna e sempre sotto l’ala tattica di Guido Ara. Anche il ct della Nazionale Vittorio Pozzo lo “luma”, così lo convoca in quello che sarà una sorta di allenamento “carbonaro”, perché ufficialmente mai convocato, neppure alla stampa. Tanto che, saputo del curioso match, alcuni colleghi si dovettero camuffare per riuscire ad intrufolarsi sul campo del Milan (quello di viale Lombardia), alle ore 15 del 5 marzo 1924. L’allenamento (prova generale in vista della gara amichevole, disputata sempre sul campo di viale Lombardia, contro la Spagna il 9 marzo) è passato alla storia come “Milan-Nazionale Italiana 3-2” e si giocarono due tempi di 30 minuti. Il Milan gioca con la sua maglia, l’Italia con la sua seconda maglia: quella bianca.

Nel Milan “allenante” c’è anche il vercellese Ardissone. Nell’Italia gioca Severino Rosso, insieme agli altri due vercellesi Borello, insieme al fresco juventino Rosetta. Alla fine, sul campo in via di costruzione, assisteranno in tutto duecento persone. Anche se l’impianto fu in breve tempo letteralmente assediato da “un folto gruppo di persone, trattenute da un drappello di Carabinieri e respinte dai formidabili occhiali dall'avv. Baruffini”, come recita la cronaca della Gazzetta dello Sport del 6 marzo 1924. I Nazionali giocano con (Italia): De Pra; Rosetta, De Vecchi R.; Barbieri, Burlando, Leale; Conti (12' Cevenini III), Baloncieri, Catto, Rosso, Borello. La squadra allenatrice (Milan rivisto e corretto) è così composta: Midali; Caligaris, Soldati; Poggia, Soldera, Savelli; Ballerin, Ardissone, Santagostino G., Papa III (1' st Rosso), Cevenini V. Allenatore è Oppenheim. Arbitra il mitico trainer William Garbutt. Marcatori: 5' Ardissone (M); 32' Rosso (M), 46' Baloncieri (I), 56' Cevenini III (I), 57' Rosso (M).

E i vercellesi danno spettacolo: al 5' minuto Ardissone corona una bella discesa in linea con il primo goal. Pozzo studia i suoi ragazzi all’interno di quella che i tifosi chiamavano “villetta”, o châlet, una delle sedi della dirigenza, a bordo campo, che dava accesso all’attiguo circolo tennistico. Nella ripresa, Ardissone e Ballerin riescono ad ingannare Barbieri e De Vecchi: il futuro capitano vercellese centra un magnifico pallone che Rosso, sfuggito come un bolide a Rosetta, raccoglie di testa a pochi metri dalla porta e scaraventa in fondo alla rete. E' un goal magnifico. Poco dopo, su centrata di Ballerin, ancora Rosso sta per ripetere l'exploit, ma una decisissima uscita di De Pra sventa l'insidia. Il vercellese fa sapientemente lavorare la sua ala con lunghi passaggi, che obbligano Rosetta a prodursi ripetutamente in ottimi spunti di velocità. Verso il 10' minuto l’Italia inizia a rispondere. Cevenini e Conti si cercano e si trovano alla perfezione, mentre l’asso alessandrino Baloncieri ottiene la fusione con Borello. La iniziativa passa ai bianchi e Borello può così tirare un corner: preciso, bello. Al 16' minuto del st un'azione potente ma aggrovigliata del duo dell'Internazionale richiama sull'estrema destra tutti i difensori rosso-neri: la palla è centrata da Zizì e Baloncieri, perfettamente postato e liberissimo può segnare l’1-2. Al 26' minuto del st Cevenini III, avuta la palla da Baloncieri, può segnare magistralmente il goal del momentaneo 2-2. A tre minuti dalla fine, però, una fuga di Ballerin, seguita da un traversone di perfetto stile, permette a Rosso di raccogliere a volo e di marcare il terzo goal per i rossoneri.

La Nazionale è dunque battuta dagli “allenatori” del Milan. Dopo una tale performance, Rosso sarà convocato di diritto nella rosa principale degli Azzurri. E che alcuni pro vercellesi siano stati chiamati con scioltezza ad indossare la maglia del Milan, come sparring partner di lusso, la dice lunga sulla incredibile gioia e gloria che questi ragazzi seppero disegnare sui campi di quel periodo.

Il prossimo episodio dei 130 anni di Pro su La Sesia di domani, venerdì 1 luglio

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