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Il racconto

Germano Lanino alza la Coppa Italia

Quella del 36-37 è la prima ed ultima soddisfazione per i tifosi del Genoa

Genoa

il Genova 1893 vincitore della Coppa Italia 1936-37 nella finale con la Roma

Oltre alla travagliata, sudatissima e meritatissima salvezza della Pro Vercelli in Serie B dopo 7 gare di spareggio, la stagione 1936-37, per quanto riguarda i colori vercellesi, offrì molte altre note liete. Quel campionato di B si era aperto con l’amichevole disputata domenica 30 agosto 1936 allo stadio comunale “Robbiano” tra Pro Vercelli e Juventus, terminata 1-1.

I bianconeri scesero in via Massaua anche e soprattutto grazie alla doppia vercellesità del loro trainer, il mitico Virginio Rosetta e del fortissimo mediano Baldo Depetrini, con questo 11: Amoretti, Foni, Rava, Varglien I (1’ st Depetini), Monti, Bertolini (1’ st Varglien II), Neri, G. Barberis, Gabetto, Scagliotti, Cason (1’ st A. Borel). La Pro di mister Fiorentini rispose con Balossino (1’ st Stringa), Roncarolo, Busin, Luigi Caligaris, Ramella, Pondrano, Parissone (1’ st Gastaldi), Frascari, Svageli, Romagnolo, Landi. Gli ospiti segnarono al 31’ pt Gabetto (J), per poi essere raggiunti al 36’ st dal provercellese Frascari (P). Fu, quello, un risultato di grande prestigio per le Bianche Casacche, che non lasciava presagire certo un campionato Cadetto così irto di difficoltà. Intanto, Piola rimaneva l’unico ambasciatore vercellese in Nazionale (e che ambasciatore!). Ormai sulla rampa di lancio, era stabilmente la star del calcio italiano, accanto a Meazza e Giovanni Ferrari. In Coppa Internazionale, a Milano (S. Siro), domenica 25.10.1936: ITALIA-SVIZZERA 4-2, Silvio segna 2 reti. È presente nell’ amichevole giocata a Berlino al leggendario Olympia Stadion, domenica 15 novembre 1936: GERMANIA-ITALIA 2-2 e nell’amichevole di Genova di domenica 13.12.1936: ITALIA-CECOSLOVACCHIA 2-0. L’anno successivo, il 1937, Piola è testimone diretto in campo del match di Coppa Internazionale disputato a Vienna (domenica 21.3.1937) AUSTRIA-ITALIA 2-0, che fu annullato per gravi disordini. Le cronache riportano: “Freddo glaciale e pioggia battente per tutto il match, 50.000 spettatori”. All'epoca il match ebbe un significato ben al di là di quello meramente sportivo. Dopo una prima mezzora di calcio, la partita diventò una vera e propria battaglia fatta di calci, pugni, risse e violenze tra giocatori. L'Austria passa in vantaggio al 40’ pt, le risse scoppiano anche tra le panchine e sugli spalti, sino a quando i padroni di casa raddoppiano al 63’. A quel punto la violenza è ovunque, tanto che l'arbitro decide di sospendere la partita prima della fine, un fatto che non aveva precedenti nella storia delle partite di calcio internazionali. Il pretesto fu dato da uno scontro molto violento tra l'azzurro Colaussi e l'austriaco Zischek. Si respira tutta altra aria a Roma (Stadio “Mussolini”), domenica 25.4.1937: ITALIA-UNGHERIA 2-0, con Piola in campo in quella che sarebbe stata l’anticipazione della finale mondiale dell’anno dopo, a Parigi. A Praga, domenica 23 maggio 1937 CECOSLOVACCHIA-ITALIA 0-1 Piola mette a segno la rete decisiva al 24’ pt. Nell’amichevole di Oslo di giovedì 27.5. 1937 NORVEGIA-ITALIA 1-3 il bomberone della Lazio mette nel sacco addirittura 2 reti al 20’ pt e al 54’.

C’è ancora spazio per un’ultima soddisfazione per gli amanti orgogliosi della storia dello sport vercellese: il difensore esterno Germano Lanino, nell’unica stagione della sua carriera disputata con la maglia del Genova 1893 (tra le poche intersezioni tra Vercelli e Genova) vince la Coppa Italia 1936-37, senza però mai giocare (3 le presenze invece in campionato). Lanino, infatti, giocò stabilmente e incessantemente con la casacca bianca della Pro dal 1929 al 1940, totalizzando 189 presenze, 184 in campionato e 5 in Coppa Italia.

Il cammino del Genoa in mano al presidente l’imprenditore argentino del carbone Juan Culiolo, iniziò dai sedicesimi di finale (5-0 alla Lazio, 6 gennaio 1937); negli ottavi ecco un perentorio 4-0 al Palermo (6.5.1937), replicato nei Quarti al Catania (4-0, 23.5.1937). Decisamente più interessante fu la semifinale col Milan. La prima gara terminò 1-1 dopo i tempi supplementari (30.5.1937), nella ripetizione del 2.6.1937 si impose il Grifone 1-2, sempre dopo i tempi supplementari. La finale fu giocata allo Stadio Comunale "Giovanni Berta" di Firenze, tra Genova 1893 e la Roma, arbitrata dal santhiatese Francesco Mattea, con fischio di inizio alle ore 16:45. Vincendo per 1-0 (Torti al 79’), oltre al alzare al cielo il trofeo, i rossoblù di mister Felsner guadagnarono così inoltre l'accesso alla Coppa Europa che era loro sfuggito in un campionato abbastanza anonimo (6° posto). Dai tifosi del Grifone, quella coppa è ricordata con affetto misto a struggimento, perché dopo i nove scudetti di inizio secolo, rimane a tutt’oggi il suo ultimo alloro nazionale.

Ed è bello, in un certo senso, che di quel gruppo abbia fatto una piccola, piccolissima parte anche un giocatore vercellese. Genoa e Pro Vercelli furono infatti le vere, acerrime rivali di un periodo che ormai non c’era già più da tempo e che purtroppo, a distanza di quasi un secolo, non è ancora tornato.

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