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Il ricordo

Piola e Sala, le prime due di una lunga serie

Inaugurate allo stadio le targhe commemorative

Piola e Sala, le prime due di una lunga serie

Si chiama “Le targhe dei campioni” il progetto che ha avuto la sua prima luce lunedì 13 giugno, alle 17.30, presso la tribuna dello stadio “Silvio Piola, ex Leonida Robbiano”, alla presenza di autorità del mondo istituzionale, politico, sportivo e giornalistico e che ha l’obiettivo nel tempo di far diventare lo stadio di via Massaua un perfetto (e frequentatissimo) ambasciatore delle tante, straordinarie gesta che Vercelli ha saputo disegnare nelle pagine di storia. L’operazione, resa operativa dalla sinergia di Comune di Vercelli, FC Pro Vercelli e Panathlon Club di Vercelli, consiste infatti nella posa di targhe dedicate ai personaggi più illustri della storia dello sport vercellese, sotto ai gradoni (per occasione ritinteggiati a tempo di record venerdì pomeriggio, ndr) che sorreggono i seggiolini, ad impreziosire l’impianto comunale costruito nel 1931. Le due prime installazioni sono state dedicate al grande centravanti del calcio italiano (Nazionale, Veloces, Pro Vercelli, Lazio, Torino, Juventus e Novara) campione del Mondo 1938 e plurirecordman in fatto di marcature Silvio Piola (posto n.13 vip).  Un dato su tutti: Piola è il migliore marcatore di sempre nella storia della Serie A con 274 gol tra il 1929 e il 1954. Tra club, nazionale maggiore e Italia B, Piola disputò complessivamente 675 partite, segnando 390 reti, alla media di 0,56 gol a partita. Come dire: averlo in squadra, significava partire già 1-0 in più di una partita su due. L’altra targa (installata sotto alla poltroncina n. 219, a due passi dalla tribuna stampa “Francesco Leale”, altro grande, immenso giornalista e cantore delle gesta dei Leoni) è dedicata ad un altro fuoriclasse, ma le cui traiettorie non venivano disegnate sul campo, ma sulle pagine de ‘La Sesia’, lo storico giornale di Vercelli: Paolo Sala. Caporedattore sportivo da 31 anni, Paolo è stato scrittore (coautore de Il Grande Libro e il Grande Album della Pro Vercelli), è comparso nel docu-film “Magia Bianca” di Matteo Bellizzi (dedicata ai due leggendari spareggi tra Pro e Biellese del giugno 1971), ma era anche presidente factotum del GS Canadà, oltre che socio, addetto stampa e membro del consiglio direttivo del Panathlon Club di Vercelli. Paolo era la vera e propria banca dati di tutto lo sport vercellese, inteso in ogni sia relazione, dalla più grande alla più piccola, dalle categorie e discipline più frequentate, sino ai campetti di periferie e dei paesini più lontani e remoti, che un tempo si sarebbe definito “dimenticati”: Ecco, Paolo – sulle pagine de La Sesia, oltre che nel suo cuore – e non li dimenticava. Mai. A prendere la parola per primo è il sindaco di Vercelli Andrea Corsaro: "L'Amministrazione è lieta di varare questo progetto, insieme a Pro e Panathlon: siamo vicini alle Bianche Casacche con il rifacimento del manto erboso in sintetico che sarà presto realizzato e con queste targhe stupende importanti per ricordare il patrimonio immenso che la nostra città ha saputo partorire".
L’assessore allo Sport del Comune Mimmo Sabatino, che ha implementato e coordinato la posa delle targhe si è detto «Particolarmente orgoglioso di aver accolto questa proposta e soddisfatto in questo momento così importante, che fa e farà ulteriormente ricordare a tutti, Silvio e Paolo. Importante per le nuove generazioni che, passando di qui, li ricorderanno e sapranno quanto fossero grandi». Già. Perché Paolo scomparve improvvisamente una domenica mattina di un anno esatto fa, il 13 giugno 2021. Era appena ritornato dalla redazione, parcheggiato l’auto in cortile e salutato da lontano e con un cenno il fratello Gabriele. Il quale, sentì un grido all’improvviso e girandosi, vide il fratello accasciato a terra. Paolo non c’era già più. Ed è per questo che nel presentare l’evento, l’amico e collega Alex Tacchini (ideatore del progetto, immediatamente sposato dal presidente del Panathlon Agostino Gabotti) ha dovuto letteralmente fare i salti mortali a livello di comunicazione, tra l’inevitabile commozione del ricordo di Paolo e il parallelo orgoglio (che Paolo stesso avrebbe condiviso) per l’avvio di un progetto di ampio respiro che ha un totem assoluto a livello mondiale come Silvio Piola, come suo primo protagonista. Il presidente della Pro Vercelli Franco Smerieri: «Paolo era per tutti un amico, oltre che un punto di riferimento giornalistico, che dire di Piola? Rappresenta la summa di una Pro Vercelli vincente e bella al livello di persone che onorano la bianca casacca: non vedo l’ora di vedere altre targhe dei tanti altri campioni vercellesi su questi gradoni così illustri”. Gli fa eco Agostino Gabotti, entusiasta promoter dell’iniziativa: «Purtroppo fui proprio io a dare la notizia della morte di Paolo Sala ad Alex ed insieme piangemmo senza parole al telefono. E di parole ce ne sono poche tuttora, perché ci manca tantissimo. Ora, a distanza di un anno, ricordarlo con questa targa stupenda nel posto dove si sedeva per vedere la sua Pro, accanto ad Alex, e li vedevi parlare, discutere, ‘stè nen citu n’atim’ (in vercellese: non star zitti un attimo, ndr) ci sembra atroce, naturale, doveroso. Credo che Paolo da lassù ci stia guardando col il suo sorriso. Così come Piola – prosegue il n.1 del Panathlon – che grazie al suo fiuto del gol è in un certo senso riuscito a segnarne uno anche oggi». Così, Gabriele Sala, che come ricordato, di Paolo è il fratello: “Ringrazio tutti per questa iniziativa, stupenda e a lungo raggio nel tempo, anche per le targhe che verranno. Dal momento drammatico di un anno fa, sono poi tornato allo stadio a seguire la nostra Pro. Da oggi, avrò un altro, ulteriore, orgoglio punto di riferimento a cui guardare, quando metto piede al “Piola”, dove guardavo sempre, sapendo che ci fosse Paolo. Ed ora, rivolgendo ancora lì, lo sguardo, è come se ci fosse ancora un piccolo grande pezzo di lui, a seguire, commentare e narrare la partita”. Paola Piola, che del cannoniere iridato a Parigi ’38 è la illustre figlia, educatrice, donna di cultura e sensibilità e progettualità impegnata anche nel sociale (il fratello Dario è scomparso invece domenica 13 marzo 2011): «Questo stadio è bellissimo. Tra i più belli d'Italia. Sono certa che a mio papà, che come noto era molto schivo e riservato, ma aveva ricchezze di sorgenti di parole, emozioni, ricordi ed insegnamenti che gli scorrevano dentro, questa iniziativa sarebbe piaciuta ovviamente molto e l’avrebbe reso orgoglioso e felice, così come era orgoglioso di aver potuto portare il nome di Vercelli e della sua Pro in tutto il mondo». Alla presentazione - che inizialmente era rivolta solo alla stampa, ma un fiume di amore ne ha stravolto la scaletta - sono intervenuti, tra gli altri, il consigliere regionale Carlo Riva Vercellotti, il presidente del consiglio comunale Gianni Marino, l'assessore alla Protezione Civile Gian Carlo Locarni, il direttore de La Sesia Roberto Ponte e la famiglia Cavezzale (che del giornale è editore), il governatore del distretto Piemonte-Valle d’Aosta del Panathlon International Maurizio Nasi, la delegata del Coni di Vercelli Laura Musazzo, il presidente del GS Canadà Davide Bordin, il presidente dell'Unione Vetetano dello Sport Enrico Falabino, la signora Mero, madre di Vittorio, molti, tanti altri amici di Paolo e della famiglia Piola, tra cui l’ex allenatore dei bianchi Maurizio Braghin, che era molto legato a Paolo, così come i dirigenti di molti Club di tifosi della Pro, del club ForSaPro e l'ex direttore sportivo delle bianche casacche Massimo Varini.

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