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L'intervista

Quelle lacrime e la collana portafortuna

Braghin: "Fatto qualcosa di irripetibile. La tensione, la rissa e..."

Maurizio Braghin

Maurizio Braghin

Brago, sono passati dieci anni. Dieci.

“È vero: sono volati, accidenti”.  Per chi non lo sapesse, il “Brago” è al secolo Maurizio Braghin (Biella, 17 luglio 1959), l’allenatore a cui va il merito indiscusso (insieme a società e squadra, ovviamente) della promozione della Pro Vercelli in Serie B in quel 10 giugno 2012, grazie al mitico 3-1 sul Carpi di mister Notaristefano al “Braglia” di Modena.

Pronto a raccontarci ogni millimetro di quelle ore?

“Tanto pronto, che inizio subito: eravamo arrivati a Modena il giorno prima e insieme al mio amico ‘Degio’ (il preparatore dei portieri Antonello De Giorgi, ndr) abbiamo discusso sino alle 3 di notte su quali giocatori far scendere in campo in attacco. Loro avevano due risultati su tre, essendoci terminati davanti in campionato. Stava a noi, vincere.  Alla fine optai per mettere Iemmello e Martini.  Il perché? In un campo grande e con i centrali avversari non troppo forti in movimento, mi sembravano l’ideale. E poi, l’altra scelta cadde su Murante. Che fece una gara strepitosa. Come tutti i ragazzi, del resto”.

L'intervista completa su La Sesia di venerdì 10 giugno

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