cerca

Il racconto

Gli Erranti e... le seduzioni di Bozino

La creatura di Secondo Ressia stava riuscendo ad emulare le Bianche Casacche

Gli Erranti e... le seduzioni di Bozino

La motocicletta Indian che Bozino regalò a Pinot Cavanna per strapparlo dagli Erranti di Ressia alla Pro Vercelli

Nel primo dopoguerra, oltre a US Vercellese, Giovani Calciatori Cappuccini e Trinese, altri sodalizi importanti nascono in città. Tra questi il grande scrittore e giornalista Francesco Leale cita il “Gruppo Sportivo Sesia”, fondato da De Fabianis, i “Giovani Furia” di "Ciotu" Piacenza (dall’omonimo quartiere in centro, ma fatiscente, dove ora sorgono le piazze Zumaglini e Risorgimento), la Veloces e i Vercellesi Erranti (si chiamarono così dalla data della loro fondazione, avvenuta nel 1920, tra l’ironico e il polemico, perché non avevano un campo tutto loro e quindi giocavano dove potevano) di un vulcanico dirigente che porta il nome di Secondo Ressia.

Se nella Veloces inizieranno a tirare i primi calci ad un pallone ragazzotti dalle speranze diventati poi campioni del calibro di Piola, Ferraris II, Depetrini, Perotti, Caligaris e Borsetti, ma i risultati saranno circoscritti a campionati giovanili, prima di essere definitivamente assorbiti nella Pro, gli Erranti (dalle caratteristiche maglie verdi e rosse) “partoriranno” talenti del calibro di Bajardi I e II, Barbiè, Sarasso, Marcello Prestinari, Nebbia, Malinverni, Bessano, Sereno, Prassi e soprattutto il portiere Giuseppe “Pinot” Cavanna, che di Silvio Piola era lo zio (e veniva dalla Furia). “Un materiale” tutto in famiglia, dunque, nel puro solco del carattere tutto vercellese delle mille imprese che squadra bianca ha saputo conquistare in quel periodo così irripetibile (e impensabile ai giorni nostri).

Secondo (che, curiosamente, si chiama come il presidente che riporterà in B la Pro nel 2012) è uomo di sport senza essere stato a sua volta un atleta. Ama Vercelli, il calcio, la Pro (inizialmente si limita ad emularla e a scatenare invidie, dati gli eccellenti e fulminei risultati) e ha un dono su tutti, prezioso e decisivo per chi voglia fare il dirigente sportivo: quella di avere un innato fiuto da talent-scout, che scovava girando per prati e campetti sperduti, anche nei paesi, che “batteva” a cavallo del sua bicicletta.   

Come ben descritto nel volume “Primi calci” di Bruno Casalino e Silvio Limberti, i giocatori degli Erranti non erano  pagati ma si tassavano per comprarsi gli indumenti di gioco e per le spese di viaggio. Alla fine un campo di giuoco, Ressia lo trova: è davanti alla “Cavallerizza”, edificio militare che sorge dove attualmente c’è il Palazzo Fiat, l’ex Twenty e le vie Quintino Sella e XX Settembre. Dotato di palizzate e tribunetta (ma non di spogliatoi, per quelli si usano le stanze piano terra di un albergo che si trovava lì vicino, oppure i bagni della Piazza della Fiera, ovvero il Foro Boario, cioè della vendita del bestiame, davanti alla caserma Conte di Torino) e sarà inaugurato il 10 luglio 1921, con un'amichevole contro il Novara, conclusasi sul 3-3. Il fatto che il mini impianto sportivo sia ad un soffio del “Comunale” di piazza Conte di Cavour non sfugge a Bozino, che gli inizia una guerra burocratica, con tanto di pressioni sull'amministrazione comunale affinché non conceda più l’uso del campo. Anche perché al primo colpo, gli Erranti vincono il Campionato di Promozione Piemontese 1921-22, conquistando quindi il diritto di giocare in Massima Serie. Insieme alla Pro, per quello che si presenta come un derby infuocato. Ecco invece come andò: il secondo livello del calcio italiano (antesignano della Serie B), organizzato dalla FIGC, nel girone A, vedeva in lizza Aeronautica Torino, US Albese, US Astigiani, La Chivasso e gli Erranti, che vincono il raggruppamento e dovranno andare a sfidare la vincitrice del girone B, che è la Sestese (di Sesto Calende), che a sua volta si era sbarazzata di Domo, Omegnese, Crusinallese, Pallanza e Intrese. Il girone finale Piemontese fu appannaggio facile dei rossoverdi, che così conquistarono il diritto di giocare nella Massima Serie 1922-23.

Peccato che siano proprio i mesi in cui FIGC e C.C.I. si accorderanno per il famoso ricongiungimento amichevole (riunioni di Brusnengo, Modena, Novi Ligure, che partorirono il Compromesso Colombo, suggellato con la nomina della Commissione Tecnica che avrebbe dovuto formare la squadra Nazionale per il prossimo incontro ufficiale con il Belgio), che di fatto annulla le promozioni della stagione sportiva precedente e relega i ragazzi di Ressia ancora una volta in Seconda Divisione per l’avvenuta, rapidissima riforma dei campionati. Così, nomen omen, gli Erranti (di campo e di...campionato) saranno costretti ad ‘emigrare’ in un altro terreno di gioco in periferia al Campo di Marte (usato per le esercitazioni militari, dove sorgeranno le industrie Chatillon e Montefibre e dove ora c’è la Coop di viale Torricelli, ma anche lo spiazzale dove sorgerà il futuro ipermercato), vicino al Cervetto, che spesso accoglie i palloni di gioco (e da qui l’esigenza di ingaggiare un recuperatori “dì balon cascà an tla rusa” (dei palloni caduti nella roggia). È lì che nel 1922-23 arriveranno al 4° posto nel Girone A di Seconda Divisione (vinto dalla Biellese), poi quinti nell’ “A” della stessa serie l’anno successivo (1923-24, vinto dal Derthona) a pari merito col Pastore Torino a quota 12 lunghezze. I Vercellesi la ‘sfangano’ superando il doppio spareggio: a Torino, 4 maggio 1924, Pastore-Vercellesi Erranti 1-1; a Vercelli, 18 maggio 1924, Vercellesi Erranti-Pastore 4-1. Gli Erranti centrano il 7° posto nel ’24-’25 (alla quota di sicurezza di 13 punti), girone vinto dalla Novese; per chiudere all’11° e ultimo posto del torneo cadetto 1925-26 con appena 4 punti e 2 di penalità, che aveva visto come avversarie l’Atalanta, Biellese (poi vincitrice), Derthona, Pro Patria (contro cui arrivò l’unica vittoria per 4-3 il 2 maggio 1926, vero canto del cigno errantino), US Milanese, Como, Juventus Italia di Milano, Canottieri Lecco, Fanfulla e Monza. In quel quadriennio vi era stato un progressivo avvicinamento di stima e competenza, tra Bozino e Ressia. In chiave vercellese, farsi guerra, in fondo, non sarebbe servito a niente, stanti i chiari di luna societari della Pro, alle prese con generose rivoluzioni tecniche e funambolismi di bilancio sempre più impegnativi per poter rimanere competitivi in Massima Serie. I due decisero quindi di allearsi e se il primo giocatore ad essere ingaggiato nelle fila delle Bianche Casacche fu proprio Pinot Cavanna (per conquistarlo, già dal ’25-‘26 Bozino gli prometterà uno motocicletta Indian “Scout” rosso sfavillante e quella dei motori sarà uno delle grandi passioni dell’eclettico portiere, di cui tratteggeremo con l’adeguato spazio la lunga carriera nei prossimi numeri), la fusione con mamma Pro - che aveva già assorbito negli anni US Vercellese e G.C. Cappuccini - sarebbe concretamente avvenuta nell’estate del 1926. Bozino però, è uno che gli affari li sa fare, come del resto Ressia. Corteggia di qui, invita di là, promette di su, seduce di giù…alla fine riesce ad acquistare in blocco il club rossoverde per 32.000 lire. Una cifra notevole, per quei tempi, ma che conferiva parallelamente una dote tecnica di giocatori nella società dei 7 scudetti ben superiore (tanto che qualche anno prima l’11 errantino aveva battuto 5-0 i campioni d’Italia della Novese per 5-0). E con l’accordo che lo stesso Secondo Ressia, sarebbe entrato di lì a poco nello staff tecnico di Bozino, di fatto affiancandolo e rilevandone progressivamente il timone. Che Ressia abbia amato la Pro più di qualsiasi cosa, lo testimonia quello che lo stesso fondatore degli Erranti rivelò solo successivamente: di quelle 32.000 lire, Bozino gliene avrebbe versate solo 12.000. Cosa non si fa, per la cara, vecchia Pro.

Commenti

Condividi le tue opinioni su La Sesia

Caratteri rimanenti: 1500