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Skeleton

Bagnis e Margaglio pronti per i campionati nazionali

Sarà l'ultimo appuntamento della stagione

Bagnis Amedeo

Amedeo Bagnis

Si terrà l’1 e il 2 marzo l’ultimo atto stagionale dello skeleton italiano per la stagione 2021-2022. Ad Innsbruck si disputeranno infatti i campionati Italiani maschile e femminile per chiudere la stagione. A caccia del titolo ci vanno il tricerrese Amedeo Bagnis e la pontesturese Valentina Margaglio.

Bagnis, nato l’11 novembre 1999, abita a Tricerro e da questa stagione gareggia per il Gruppo Sportivo Esercito e gennaio ha conquistato la medaglia di bronzo al Mondiale juniores ad Innsbruck, mentre alle Olimpiadi in Cina ha chiuso undicesimo. Prima dello skeleton ha praticato altre discipline.

<<Ho iniziato con la ginnastica artistica per poi passare, quando ero in prima superiore, all’atletica leggera correndo i 400 metri. Mi alleno ancora in estate all’Atletica Vercelli 1978 ma ora corro i 100 metri, più consoni a ciò che mi serve come preparazione per l’inverno. Sono arrivato allo skeleton per curiosità. Come tanta gente, non sapevo cosa fosse, ma quando l’ho provato mi è piaciuto subito. E’ bello, molto adrenalinico, se la pista è bella scendi a 130-140 chilometri orari, ci sono tante curve. Visto che me la cavavo bene, ho deciso di puntare a gareggiare>>.

Le sensazioni a scendere sullo slittino da skeleton: <<Sembra quasi di essere sulle montagne russe viste le tante curve. La sensazione per me è fantastica, ma la prima volta che provi puoi avere due tipi di reazione: o posi la slitta e non la vuoi più toccare oppure vorresti immediatamente scendere un’altra volta. A me è capitata la seconda, ovviamente>>.

Valentina Margaglio abita a Pontestura, è nata il 15 novembre 1993, gareggia per le Fiamme Azzurre, ha già vinto la medaglia di bronzo al Mondiale di Altenberg 2020 con Mattia Gaspari nella staffetta mista, mentre quest’anno ha conquistato i primi due storici in Coppa del Mondo per le skeleton italiano, il secondo posto ad Altenberg, il terzo ad Innsbruck.

Anche lei ha praticato altri sport prima delle skeleton: <<Ho iniziato nell’atletica leggera a Vercelli al campo Coni. Per problemi lavorativi ho smesso, ma nel 2012 ho partecipato a una selezione per il bob a due e sono stata scelta, partecipando così alle Olimpiadi giovanili. Però capii che il bob a due non faceva per me. Nel 2015 sono tornata all’atletica e ho fatto la selezione per lo skeleton, che ho passato. In seguito feci il minimo per le Olimpiadi invernali di Pyeongchang in Corea del Sud del 2018, ma in ritardo e quindi non partecipai. Mi sono arruolata nella Polizia Penitenziaria, lavoro per il carcere di Vercelli, ma ora sono nel gruppo sportivo>>.

Perché scegliere lo skeleton: "E’ uno sport che si svolge singolarmente, mi si addice. Il mio allenatore Andrea Gallina mi fece fare i test e capimmo che era adatto a me. Mi piace più del bob, dove ti ritrovi più chiuso, invece sulla slitta dello skeleton mi sento molto libera, te la giochi sui centimetri e sulle linee".

Le Olimpiadi in Cina raccontate da Bagnis e i progetti per il futuro: "Se partecipare all’Olimpiade è stata un’emozione grandissima, ancora più grande è l’emozione che mi hanno dato i miei amici di Tricerro che si ritrovati in piena notte nel salone del paese per tifare per me. La mia prestazione olimpica, specie la prima e la terza manche, la reputo davvero buona. Nella terza manche ho fatto segnare la seconda velocità più elevata in pista. Sono contento del mio risultato, l’undicesimo posto è un buon inizio in vista delle Olimpiadi future. Per il futuro, la Coppa del Mondo e le Olimpiadi mi hanno confermato che posso stare con i più forti. Quindi nella stagione 2022/2023 vorrei arrivare con costanza fra i primi sei e magari salire sul podio. Probabilmente ci saranno le piste nordamericane che non conosco, ma sarà una bella esperienza".

L’esperienza olimpica e il futuro per Margaglio: "Sono arrabbiata perché aver ottenuto il terzo tempo nella quarta manche mi ha fatto capire che potevo occupare posizioni migliori. Ho avuto problemi in allenamento con i pattini, ho anche provato quelli di Amedeo. In gara dopo tre discese non belle, alla quarta ho chiuso in crescendo. Se fossi stata sempre su quei tempi, magari non sarei andata a medaglia, ma sarei stata fra le prime. Mi porto a casa il record di spinta, unica donna sotto i 5 secondi e tanta esperienza per il futuro. So che dovrò lavorare sulla gestione dell’ansia e intanto speriamo anche di avere materiali migliori in vista delle Olimpiadi di casa a Milano – Cortina 2026. In questi due anni intanto sono cresciuta a livello di guida, e sulla spinta sono sempre fra le migliori due. Prima però penso ai Mondiali 2023 a St. Moritz, pista che mi piace molto. Di certo le Olimpiadi italiane saranno le ultime per me, poi penserò a mettere su famiglia".

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