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Il racconto

Quando i grigioverdi sconfissero l'Inter

L'Us Vercellese batte i nerazzurri nel 1915 davanti ad un tripudio di folla

Internazionale

La formazione dell'Inter affrontata dall'Us Vercellese nel 1915

Nello scorso numero abbiamo iniziato a tratteggiare la storia delle tante, altre, affascinanti squadre che caratterizzarono il tessuto connettivo calcistico vercellese nei primi decenni del secolo scorso, in contrapposizione con l’inarrivabile totem Pro Vercelli. In cui la US Vercellese fu il primo esempio. La “US”, che si contrapponeva come acronimo alla “SG” (società ginnastica) della Pro Vercelli di Bozino (denominazione con cui le Bianche Casacche rimarranno iscritti in Federazione almeno sino alla metà degli Anni ’30), in campo vestiva casacche dai colori grigioverdi ed ebbe forse il momento di maggiore successo, nell’organizzare e disputare un’amichevole di lusso alla fine del 1915. Si tratta di una scelta double-face: patriottica (oltre che campanilistica), in perfetta sintonia con l’ottica di propaganda, morale, preparazione fisica e intrattenimento che accompagneranno i cittadini e gli sportivi italiani, all’alba e durante tutto l’arco del primo conflitto mondiale. Campanilistica, perché negli stessi giorni il presidente della Pro Vercelli Bozino (che, come detto, fiutando il vento, di fatto aveva chiuso porte, battenti e boccaporti per proteggere il suo club ed i suoi ragazzi) partecipa invece ad un ultimo torneo in città denominato “Coppa dei Quattro Presidenti” e ovviamente se l’aggiudica, potendo schierare in campo un 11 molto competitivo, formato da nomi del calibro di Innocenti, Milano I, Bossola, Restano, Monti, Ara, Corna, Piacco, Ferraro, Rampini e Zorzoli. Sarà, quella, l’ultima gara non solo del grande (ed umile) aviglianese Giovanni Innocenti, il portierone classe 1888 dei cinque scudetti, con la maglia della Pro. Ma anche dell’attaccante Vittorio Zorzoli da Sali Vercellese (scudettato nel 1912-13 con due reti al suo attivo in quella stagione trionfale), del suo compaesano Pietro Ferraro (3 scudetti), dello stesso immenso Giuseppe Milano I, del mediano Renzo Monti e del puntero Paolo Piacco (2 titoli).
Come risposta, in onore di coloro che vanno a difendere la Patria, ecco dunque che la US Vercellese organizza una partita, sempre a Vercelli nientemeno che contro l’Internazionale (acerrima nemica della Pro dopo i fatti del 1910) del presidente Giuseppe Visconti di Modrone e soprattutto del suo vice, potente in FIGC, Ingegner Francesco Mauro. La gara si svolge letteralmente davanti un tripudio di folla. Vincono, a sorpresa, i grigioverdi bicciolani per 2-0, anche perché una buona parte della prima squadra nerazzurra è al fronte e a scendere in campo sono le riserve e i “boys”, i titolari della classe 1896 (che verranno chiamati dal febbraio 1916), oltre ai pochi giocatori della prima squadra che riescono a beneficiare di licenze e permessi. Da ricordare come, pochi mesi prima, nel campionato 1914-15 (10 gennaio 1915) l’Inter  battendo il Vicenza di Giulio Fasolo, con il roboante punteggio di 16-0 eguagliò il primato del Genoa (che due mesi prima aveva rifilato lo stesso gruzzolo di reti agli alessandrini dell’Acqui), aveva centrato il record di vittoria più larga mai conseguita nel massimo campionato di calcio italiano. Al di là dello score contro un avversario prestigioso, il match è importante anche perché nell’undici vercellese compaiono nomi che compariranno tra i campioni d’Italia con la Pro del dopoguerra, di fatto l’ossatura che di lì a poco disputerà la Coppa Federale 1915-16: Barberis, Zucchetti, Bossola; Degara I, Degara II, Debianchi; Roasio, Matuteja, Tosi, Rosso e Weber. Oltre al grande Giuseppe Parodi (che proprio nella US aveva iniziato a tirare i primi calci e di cui torneremo a parlare), il nome nuovo da cui la futura Pro Vercelli ricaverà gran beneficio è senza dubbio quello del centravanti Francesco Matuteja. Santhiatese di nascita (dove era nato il giorno di Natale del 1897), dal cognome che sarà per tutta la sua vita storpiato e riportato in mille modi e maniere: da Mattuteja, a Matuteja, a Matuteia a Mattuteia. Il ragazzo, allora 18enne, oltre che con l’Inter si metterà in luce nei 4 match di Coppa Federale, per poi vedersi, come tanti altri, tarpare le ali dalla guerra. A conflitto terminato (4 novembre 1918), una delle prime vere notizie sportive in città è quella della fusione proprio tra Us Vercellese e Pro Vercelli, avvenuta il 2 giugno del 1919. È da allora che per parlare di Pro Calcio si parlerà di US Pro Vercelli (ma, ripetiamo, in Federazione compare come SG). Così, con la maglia bianca della Pro, Mattuteja debutta in Prima Categoria il 12 ottobre 1919 (Amatori Giuoco Calcio Torino-Pro Vercelli 0-4), sul campo “Amatori”. È quella una giornata importante a più livelli. Perché è la prima giornata del rinato Campionato di calcio (e quindi, in un certo senso momento di festa nazionale), che segna anche il contemporaneo debutto nelle fiale della Pro Vercelli, oltre che di Mattuteja, di Parodi, un certo Rosetta (schierato come attaccante), Milano III e Mario Ardissone. Sarà proprio Francesco a segnare il primo gol della Pro del primo dopoguerra, a cui seguirà la doppietta Ardissone e il gol di Rosetta. Era già nata la seconda, grande Pro che tornerà, ancora una volta a sorpresa, a far strabuzzare gli occhi di tutta l’Italia calcistica (e non solo).

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