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La storia

L'Us Vercellese e la Coppa Federale 1915-1916

La squadra partecipò al torneo volto a distrarre gli italiani dalla Grande Guerra

Milan

Il Milan nella stagione 1915

Il “fenomeno del successo Pro Vercelli” (sette scudetti e un secondo posto nei 15 anni 1908-1922, inframmezzati da un conflitto mondiale) non come caso fortuito ed isolato di un manipolo di uomini e atleti, bensì come frutto sinergico, studiato, colto e alimentato con sapienza, delle tante energie psico-fisico-manageriali di un territorio che non sarà mai più così fertile a livello di crescita e sviluppo di campioni nel gioco del calcio. Sembra strano, ma è una impostazione che raramente è affiorata nei 130 anni di narrazione mainstream delle Bianche Casacche. Già. Perché in città (e nei paesi vicini) non c’è stata solo la squadra di Bozino a tentare la via del pallone con un certo successo nei primi decenni del secolo scorso. Con fasi, fortune e clamorose percezioni di rivalità (e invidie) alterne, altri agguerriti club competitor dei Leoni calcarono infatti i campi delle Maggiori Serie del calcio italiano: vediamo di ricordarle insieme.

Innanzitutto la US Vercellese, che di fatto fu (incredibilmente) vissuta dal presidente Bozino come la più rivale tra i club cittadini, compresi quelli che sarebbero sorti di lì a poco (senza però mai raggiungere il picco vissuto come fratricida, in realtà successivamente salvifico, con la Pro Belvedere Vercelli nella C2 2009-10). Di tracce storiche la US Vercellese ne ha lasciate poche, se non che nel campionato di Seconda Categoria si iscrisse e fu battuta ed eliminata proprio dalle Riserve della Pro Vercelli per 3-0 nella partita “secca” del 29 gennaio 1911. L’11 in campo degli “us-vercellesi” fu composto da Natale Balossino (futuro portiere della Pro in A tra il 1932 e il ’38), Eusebio Sarasso I (che già aveva militato nella Pro prima squadra nel 1909-10, per poi giocare a fasi alterne coi Leoni dal 1913 e sino al 1924), Sarasso II, Giuseppe Parodi (futuro tri-campione d’Italia prima col Casale e poi due volte con la Pro, 4 volte nazionale e futuro allenatore), Oppezzo, Sarasso III, Rollino, Ambrosio, Foscale, Berutti e il capitano della compagine Bombelli.

Mentre l’11 “pro-vercellese” (dette anche Riserve) era formato da Giovanni Sassi tra i pali (già Campione d’Italia nel 1908 nei due match con l’Andrea Doria e poi nuovamente scudettato nell’11 e nel 1912), Agù (che aveva già debuttato in prima squadra l’anno prima), Carlo Salvaneschi (vecchia conoscenza del 1907 e futuro campione nel 1911-12, da non confondere con Enrico, di ruolo mediano), Vasino, Dellarole (omonimo del terzino pezzanese della Pro Anni ’30), Giovanni Bossola detto II (due scudetti nell’11 e nel ’12), Cattaneo (che grazie ad un gettone con le Bianche Casacche “più grandi” nella Prima Categoria in corso riuscirà a laurearsi campione), l’attaccante Enrico Tacchini (uno dei ragazzini che sfidarono l’Inter nello spareggio e futuro campione d’Italia nel 12-13), Mario Sandri da Robbio Lomellina (campione 12-13), Antonio Raso (due scudetti ‘11 e ’12) e Silvestro.

Rivalità a parte, come era prevedibile, la US farà da fulgido serbatoio per la Pro. Anche perché negli anni successivi ve ne saranno poche tracce, a parte l’iscrizione al Torneo Nazionale Primi Calci 1913-14 (accedendo alle Finali Nazionali) e alla partecipazione della Coppa Federale 1915-16, torneo di guerra che ebbe lo scopo di distrarre la mente di tanti italiani impegnati nella Grande Guerra, dopo l’improvvisa e drammatica sospensione della Prima Categoria del 22 maggio 1915. Un campionato mutilato proprio nelle sue fasi conclusive e che rimase a lungo senza la certificazione di un vero vincitore: dovranno infatti passare anni prima di veder comparire ufficialmente il 7° titolo del Genoa nell’Albo d’Oro e sul momento esatto di tale certificazione da sempre gli esegeti della Storia del Calcio Italiano vi si accapigliano. Seppur sotto l’egida della FIGC, essendo però chiaro sin da subito che la Coppa Federale non avrebbe mai avuto lo status, né l’appeal di Campionato vero e proprio, patron Bozino decise di non iscrivere la “sua” creatura (gettando nello sconforto gli appassionati calciofili del Paese, in quanto, non dimentichiamocelo mai, i player della Pro Vercelli erano le vere star). Ed è qui, allora che ricompaiono i nostri eroi della US Vercellese, pronti a gareggiare nel Girone C, insieme a Casale e Valenzana, in un mini girone all’italiana, con partite di andata e ritorno. Il debutto fu in freddo giorno di Santo Stefano del ’15, quando gli “us-vercellesi” impattarono a Valenza per 1-1. Il punto gasò così tanto i bicciolani, tanto da centrare prima  la vittoria sugli Orafi il 16 gennaio per 1-0. Era chiaro che tutto si sarebbe giocato con il favoritissimo Casale, campione d’Italia due stagioni prima, con Parodi che nel frattempo vi era confluito. Conquistato un prestigioso e combattutissimo pareggio per 2-2 a Vercelli, il 6 febbraio del ’16, gli eusebiani dovettero inchinarsi alla superiorità nero stellata nel match decisivo di Casale, vinto dai nero stellati per 3-2. I Monferrini avrebbero però avuto vita breve nelle Finali nazionali, da cui si ritirarono per problemi finanziari, dopo aver giocato solo una gara (sconfitta per 2-0 con la Juventus). La Coppa Federale sarà poi vinta dal Milan, che ebbe la meglio nel girone su Juventus, Modena e Genoa. Con l'ulteriore aggravarsi del conflitto (e l’insorgenza del virus della “spagnola”, che causò milioni di morti, al pari dello stesso conflitto mondiale), la manifestazione non sarà disputata la stagione successiva. Da qui al definitivo epilogo della US Vercellese passeranno ancora quattro anni, non senza aver prima sfornato un altro giocatore illustre, di cui vi parleremo però nella prossima puntata.

La seconda parte su La Sesia in edicola venerdì 4 febbraio

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