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Serie C

Pro, questa volta lo 0-0 è insipido

Prestazione scialba dei bianchi contro la Pro Sesto ultima in classifica

Giuseppe Panico

Il nuovo acquisto Giuseppe Panico

La Pro Vercelli non va oltre un insipido 0-0, nel turno infrasettimanale contro la Pro Sesto disputato al “Piola”, valido come recupero della 21.a giornata . Un netto passo indietro dei ragazzi di coach Lerda, che inanella comunque il suo personale 6° risultato utile da quando è alla guida delle Bianche Casacche (nel giorno della performance probabilmente meno convincente del nuovo corso “post Scienza”). Le note positive, infatti, si fermano qui. Così come viene purtroppo confermata l’atavica difficoltà eusebiana di non avere nella propria faretra i colpi necessari per avere ragione dei fanalini di coda di turno. Di sicuro, tra le due squadre in campo, quella vercellese è apparsa pagare maggiormente lo sforzo della doppia gara nell’arco di quattro giorni (nonostante i cambi apportati all’inizio e in corso d’opera dal tecnico ex Toro). Perché l’11 ospite guidato in panchina da Di Gioia, da Vercelli esce a testa alta, con un punto in più e senza rubare nulla. Vero è anche che, se la fiondata da 25 metri scoccata da Panico allo scadere della prima frazione non si fosse clamorosamente infranta sulla linea trasversale, saremmo qui a descrivere non un’altra partita, ma certamente una classifica e un umore ben diversi. A proposto: con il punto odierno, i bianchi si trovano ora a quota 30 punti, a -4 dal 5° posto occupato dalla Triestina (che ha impattato per 0-0 con la JuveU23), ovvero l’obiettivo residuale di questa stagione, ben caldeggiato da ds Casella poche settimane fa.

TATTICAMENTE, Lerda ridisegna il suo 11 (privo degli infortunati Valentini e Masi), con una difesa a 3 composta da Auriletto, Cristini, Minelli. Mediana a 4 con Leo Gatto a destra, Belardinelli e Vitale al centro e un Macchioni che svaria sull’out di sinistra, pronto a dar man forte al pacchetto arretrato. In avanti, Bunino punta avanzata, con Rolando e Panico alle sue spalle. Nell’iniziale 4-4-2 sestese, l’ex Premio Piola 2010 Marilungo parte dalla panchina: in avanti, si faranno notare Capelli, Sala e Ghezzi. Ne uscirà una gara bloccata, corretta, con poca inventiva e sbocchi sulle mediane, un gioco essenzialmente impostato su frequenti folate e verticalizzazioni e portieri tutto sommato poco impegnati.

LA GARA. Al 4’ Panico, servito da Belardinelli, tiro centrale. Per rispondere, la squadra di Di Gioia lascia scorrere dieci minuti. Al 14’ è bravo Macchioni a chiudere su Ghezzi, ben assistito da Capelli. 4 minuti dopo l’incursione solitaria  sulla destra di Rolando (qui in uno dei suoi rari lampi del match) culmina con un tiro difficile perché troppo decentrato e quindi neutralizzato dal portiere ospite Del Frate. Il match lascia già intravedere quello che sarà il copione generale: si lotta e si corre, ma la sensazione finale è quella di una gara tutto sommato lenta e davvero poco godibile e senza particolari acuti tecnico-tattici. Così al 23’ Rizzo è costretto a deviare di pugno su Capelli, due minuti (25’) dopo il portierino vercellese viene ben protetto dalla sua retroguardia su una insidiosa incursione di Sala. È uno dei momenti migliori della Pro Sesto (in attesa di quello della Pro di casa), che impensierisce nuovamente Rizzo al 27’. Il vero pericolo, la porta bianca lo corre al 29’, allorché un imprudente retropassaggio di testa di Minelli costringe l’estremo di casa ad una flessuosa torsione all’indietro per evitare quello che sarebbe stato un clamoroso patatrac. La gara prosegue con i velleitari tentativi dal limite di Gattoni e Vitale su fronti opposti. Zitta zitta, la Pro Sesto però dimostra di saper interpretare meglio questo match: tanto che al 36’ per poco non riesce a capitalizzare una confusa “azione di moltitudine” nell’area bianca, culminata solo da un provvidenziale off-side. Dagli spalti, si inizia ingenerosamente a rumoreggiare. La Pro piemontese cerca allora di scollarsi di dosso questa inspiegabile lentezza di manovra, condita da una totale assenza di fantasia, provando la gran botta da fuori. Nella circostanza, il missile scagliato da Auriletto sembra ben indirizzato nell’angolino, ma Bunino è sulla traiettoria e senza volerlo devìa la sfera sul più bello. Che non sia gran giornata per i Leoni (che comunque non vanno mai sotto, con l’avversario e ci mancherebbe ancora) lo testimonia che il primo tiro dalla bandierina avvenga solamente al 39’ della prima frazione. Durante l’unico minuto di recupero concesso dal signor Andrea Ancora di Roma 1, la vera svolta del match: la traversa centrata dalla gran botta di Panico non lontano dal vertice esterno sinistro dell’area, se è di quelle da mani nei capelli, indurrebbe contemporaneamente a sperare in una ripresa di tono superiore. E che Lerda non sia per nulla soddisfatto, lo dimostra il triplice cambio (di uomini, ma non di schemi) dal 1’ del secondo tempo: Crialese per Macchioni sull’out mediano mancino, Emmanuello per Belardinelli (che non ha ancora i 90’ nelle gambe), Comi per un Bunino non ancora al top dopo l’infortunio. La musica però non cambierà. Anzi: sarà la Pro Sesto ad imprimere una maggiore pressione (ma non preoccupazione) alla difesa bianca. Con Capelli al 4’ st e al 6’ st. All’11 st Crialese ci prova ancora da fuori: è la metafora della Pro odierna, lontana parente dopo le belle prove offerte con JuveU23 e Trento: poco gioco e poca gamba, azioni isolate, zero schemi. Sicuramente, non è la vera Pro di Lerda. Al 14’ Della Morte rileva Rolando. Nel frattempo, Marilungo e Lucarelli, subentrano a Grandi e Capelli, nelle fila dei meneghini. Tra il 18’ (tiro fuori) e il 19’ st (parata di di piede di Rizzo) è Gherzi-show, ma lo score non cambia. I Leoni abbozzano risposte con Della Morte (24’), ma è ancora Pro Sesto, con Marilungo (26’) a provarci. 27’: Sala out per Capogna, tre minuti dopo Bruzzaniti rileva Leo Gatto. Gli unici sussulti arriveranno per un giallo evitabile da Matteo Rizzo (per aver spostato la palla dal punto di battuta, 34’ st) e dai tiri “telefonati” di Crialese (45’), Panico (47’) e Vitale (49’). Dopodiché, tutti nello spogliatoio. La prossima volta, nel thè, suggerisce qualche tifoso, Lerda farebbe bene a mettere qualche “spagnulin” (peperoncino, ndr). Condividiamo.

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