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La storia

Quella medaglia che ricorda la nascita della bianca casacca

Il riconoscimento del torneo del 1904, reperto di Gideon Van der Staaij

Medaglia Casteggio

Un eccezionale reperto che va ad impreziosisce il bagaglio di documentazione storica dalla Pro Vercelli arriva direttamente dall’Olanda, grazie al cultore delle Bianche Casacche Gideon Van der Staaij e La Sesia è in grado di mostrarlo ai suoi lettori in esclusiva: si tratta della medaglia che probabilmente fu assegnata ai partecipanti del celebre Torneo di Casteggio del 1904. Celebre perché si fa risalire proprio a quella data (20 settembre 1904) la nascita, ovvero il debutto, della bianca casacca indossata per la prima volta dai giuocatori (come si diceva a quei tempi) della Pro Vercelli. La medaglia inviataci dal collezionista dei Paesi Bassi con la Pro nel cuore raffigura un’aquila in volo verso una stella nascente (tipicamente liberty), chiara citazione dello stemma del Casteggio Club che fu fondato nel 1898; sulla destra lo stemma Sabaudo stilizzato, sulla sinistra degli oggetti sportivi (spade, spalliere, clavette e birilli per ginnastica a corpo libero, panche per esercizi), il tutto contornato dal motto molto…Excelsior “Nei forti confida la Patria”. Sul retro, la semplice dicitura “Foot-Ball 1904”, a testimonianza che si tratti incontrovertibilmente di quel torneo, nato per volere del presidente del Club Casteggio (nonché futuro senatore) Pierino Negrotto Cambiaso e a cui presero parte il Milan Cricket and Football Club, l'Unione Sportiva Milanese, oltre alla stessa Società di casa. Lo snodo è fondamentale perché fu la prima vera occasione agonistica di riconoscimento del valore dell'undici vercellese, nonché la partecipazione ad un torneo di grande importanza. Come narrato ne “Il Grande Libro della Pro Vercelli vol. I”, ormai nella mitologia è il fatto che (ma il bello è che sia tutto vero) Marcello Bertinetti e compagni si recarono a Casteggio (Pavia) in bicicletta, partendo di notte da piazza Cavour. In quegli interminabili 65 chilometri ne succederanno di tutti i colori: dalla rottura delle catene e delle camere d'aria dei rudimentali bicicli, ai goffi movimenti di Sessa che non aveva mai pedalato prima in vita sua; dalla devota fermata per una preghiera ai caduti dell'Ossario di Montebello, al rocambolesco pagamento “economico” del pedaggio per l'attraversamento del Po a Casei Geola. Giunti quinti la mattina a Casteggio, e trangugiato in fretta e furia un panino col salame, i vercellesi affrontarono subito lo squadrone del Milan in semifinale. Era, quello, un Milan già fortissimo, che avrebbe di lì a poco liquidato la Sezione Cricket dal club. Già Campione d’Italia nel 1901 (e si ripeterà nel 1906 e nel 1907) nel 1904-05 non supererà però le fasi dell'eliminatoria lombarda del Campionato Federale di 1.a Categoria. I rossoneri del primo presidente Alfred Ormond Edwards (natio di Skyborry, nello Shropshire – UK, già vice console di Sua Maestà Britannica a Milano, dal maggio 1893 all'agosto 1896) e allenati dal celeberrimo fondatore, giocatore e tecnico Herbert Kilpin da Nottingham (recentemente sepolto nel Famedio del Cimitero Monumentale di Milano, ndr) avevano la loro sede alla Fiaschetteria Toscana Via Berchet, 1 (di fianco alla Galleria Vittorio Emanuele) e come campo da gioco l’ “Acquabella” (attuale Piazzale Susa di Milano), in quella stagione si aggiudicheranno però per 3 volte la prestigiosa Palla Dapples (due volte sull’Andrea Doria, una sul Genoa), la Coppa Chiasso, il Torneo di Alessandria (Coppa San Giorgio), la Coppa d'Onore "Città di Milano", la Coppa Reyer San Marco di Venezia, la Medaglia Gare Biennali Giuochi e – soprattutto, ai fini della nostra narrazione - definitivamente la 1.a edizione della “Coppa Casteggio-Coppa Lombardia”. Insomma, quello che si dice una signora squadra. Quella domenica, agli ordini dell’esperto referee Bosisio di Milano, per la Pro scesero in campo: F. Visconti, C. Servetto, Celoria, Berra, Frova, Francia, Sessa, Milano I, Annibale Visconti, Marcello Bertinetti, Giuseppe Servetto. All.: Marcello Bertinetti. I rossoneri risposero con Ermolli, Pedroni I, G. Colombo, Scotti, Canfari II, Angeloni, Haberlin, Walty, Sala, Suter, Kilpin. All.: Herbert Kilpin. Alla fine furono i milanisti a prevalere non poca fatica per due reti ad una, ma il dato importante è che quella la sconfitta di misura abbia fatto conoscere il reale valore della compagine di Vercelli al resto del gotha calcistico nazionale. Poche ore dopo i Leoni Bianchi superarono quindi il Casteggio, per tornarsene a casa, all’alba di lunedì, stremati ma felici, giusto in tempo per la scuola o il lavoro. Dicevamo che fu in quei due incontri a debuttare la casacca bianca (dopo quella bianca con fascia blu e quella a righe bianconere simil-Juventus). Sarebbe letteralmente fantastico che le due Amministrazioni Comunali di Casteggio e di Vercelli si mettessero d’accordo per apporre un cartello o una lapide (con la scritta “Qui nacque la maglia bianca della Pro che vinse 7 scudetti”) su quel campo (o l’attuale) del paese dell’Oltrepò Pavese, per ricordare idealmente, ma in misura tangibile e perenne, un momento così importante proprio nell’anno delle 130 candeline della Pro Vercelli (come avrebbe detto lo stesso Kilpin: “to be continued”).

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