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Serie C

Pro, non c’è limite al peggio: il modesto Legnago vince 1-0

Figuraccia che non ammette repliche. Ora Scienza è in bilico

Pro, non c’è limite al peggio: il modesto Legnago vince 1-0

Doveva essere una partita da vincere assolutamente. Si doveva anche farlo in “modo convincente”, come dalle parole usate da Scienza nella conferenza di ieri. È stato invece toccato il fondo.

Una figuraccia che non ammette repliche: l’ennesima sconfitta in casa, contro una squadra modestissima, che è venuta al Piola a insegnare calcio a quella che dovrebbe essere “una delle protagoniste di questo campionato”, sempre utilizzando le parole di allenatore e dirigenti delle bianche casacche.

Se due settimane fa contro il Piacenza si pensava di aver toccato il punto più basso della stagione, questa prestazione segnala che non c’è limite al peggio. Incapacità nella costruzione, una costante confusione, la totale mancanza di carattere e di voglia di vincere, si aggiungono ad una fase difensiva che fa acqua da tutte le parti e a una fase offensiva sterilissima.

In queste ultime 11 partite dove la Pro ha conquistato 11 punti, praticamente tutte le avversarie hanno giocato meglio delle bianche casacche. Non esistono attenuanti, tutti hanno colpe: la società, l’allenatore e i giocatori che sicuramente stanno offrendo delle prestazioni altamente sottotono.

Il Legnago, che arrivava a Vercelli da ultimo in classifica e che domenica scorsa aveva perso una partita contro il Seregno costretto a giocare un quarto d’ora in 8, ha ampiamente meritato di vincere. E, anzi, avrebbe potuto farlo in maniera più rotonda. La Pro è sembrata in totale balia fin dai primi minuti della partita e dopo il gol subito ha accusato il colpo senza praticamente avere una reazione, neanche d’orgoglio.

La posizione di Scienza è ovviamente traballante: la società dovrà decidere se dare ancora un’ultima possibilità al tecnico oppure optare per l’esonero.

Qualunque sarà la scelta, anche se si dovesse scegliere per il cambio, per poter invertire la rotta saranno i giocatori che dovranno dare un qualcosa di più. I bianchi sono sesti, a -7 dal Padova (quarto) che ha un partita in meno e a -16 dal SudTirol capolista, dopo 14 partite. Non sappiamo con certezza cosa si intendesse con l’“essere protagonisti” in campionato, ma temiamo che questa non sia la strada giusta. Ed è ora che tutti si prendano le proprie responsabilità.

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