" />

cerca

Lutto

Addio a Del Sol, vercellese dimenticato

L’ex giocatore di Juventus e Roma è morto ad 86 anni

Addio a Del Sol, vercellese dimenticato

Una manciata di minuti dopo il triplice fischio del signor Hategan che decretava la fine di Italia-Galles 1-0, domenica sera 20 giugno le agenzie hanno battuto la notizia della scomparsa di Luis Del Sol, talentuoso centrocampista spagnolo ex Juventus e Roma, che nel nostro Paese segnò un’intera stagione sportiva, a cavallo tra l’inizio degli Anni ’60 e i primi ’70. L’aspetto che in pochi hanno ricordato dalle nostre parti è come la famiglia di Del Sol fosse proprio di origini vercellesi. 86 anni, antenato dei moderni “tuttocampisti”, Luis Del Sol fu leggenda del calcio di Betis Siviglia prima e di Real Madrid, poi. A Torino fu il primo spagnolo a vestire la maglia bianconera. In precedenza, dopo cinque anni al Betis, nel 1959 era approdato al grande Real Madrid del presidentissimo Santiago Bernabeu, entrando a far parte di una rosa fenomenale che aveva vinto tutte le prime quattro edizioni della Coppa dei Campioni. Qui Alfredo Di Stefano lo ribattezza subito il “postino” per la capacità di recapitare assist al posto e al momento giusto sui piedi di cotanti fuoriclasse. Al termine di quella stagione vincerà la quinta Coppa dei Campioni delle Merengues, ma anche la Coppa Intercontinentale e il primo di due titoli nazionali (’61 e ’62) e altrettante Coppe del Re (1960 e 1962). Nel 1962 la Juventus dell’Avvocato Agnelli (che lo aveva appena affrontato nei quarti di finale della Coppa dei Campioni) lo acquisterà, strappandolo al Torino che lo stava corteggiando, per 350 milioni di lire e in bianconero rimase per 8 stagioni, riuscendo a convivere perfettamente col talento di Sivori e rimanendo nella memoria dei tifosi bianconeri grazie alla doppietta con la quale umiliò la Grande Inter di Helenio Herrera nel match di campionato disputato allo stadio “Comunale” nel dicembre ’63. Luis diventerà quindi simbolo della cosiddetta “Juve Operaia” allenata dal paraguaiano Heriberto Herrera, vincendo lo scudetto nel 1967 (Anzolin, Gori, Leoncini; Bercellino, Castano, Salvadore; Favalli, Del Sol, Zigoni, Cinesinho, Menichelli), ma anche una Coppa Italia (64-65) e una Coppa delle Alpi e perdendo la prima finale europea della Vecchia Signora, quella di Coppa delle Fiere 1965 col Ferencvaros. Nel frattempo, nel 1964 si era aggiudicato anche la seconda edizione dei Campionati Europei (disputato proprio in Spagna nel 1964, con il trionfo in finale sull’URSS) con la Nazionale spagnola. Nel 1970 sarà ceduto alla Roma in cambio di Capello, Spinosi e un buon conguaglio. Quindi un’ultima esperienza con il Betis, la sua vera squadra del cuore e che allenerà nelle stagioni 1985-86 e 2000-01. Del Sol (cognome completo Cascajares), nacque nella provincia spagnola di Soria ad Arcos de Jalón (Spagna) il 6 aprile 1935, ma le sue origini vercellesi (scoperte dallo stesso giocatore un mese dopo aver messo piede in Italia) sono sicure e riportate da più fonti, anche se prive di ulteriori dati, sufficienti a tratteggiarlo compiutamente dal punto di vista storiografico in chiave eusebiana. Incuriosito da questo lignaggio, chi scrive, due anni e mezzo fa inviò una mail all’Ufficio Stampa di Real e Betis Siviglia circa un anno fa chiedendo di poter intervistare il campione che, però era già molto anziano per acconsentire.
Le sue attitudini di fondista ed alle sue inesauribili doti di distributore del gioco che sapeva tessere trame su trame, coprendo in continuità e per tutto l’arco della partita, instancabile ed insuperabile nel ritmo lo porteranno a dire: “…Da un lato mi fa piacere essere definito un maratoneta, anche perché, con il gioco moderno, chi non corre il pallone non lo vede mai; però non vorrei essere citato soltanto come un emulo di Abele Bikila, perché credo di sapere anche giocare al calcio e di averlo ampiamente dimostrato”. Sarebbe quindi interessante, negli anni a venire, riuscire a saperne e scoprire di più di quello che a tutt’oggi è il giocatore di origini vercellesi ad essersi aggiudicato, sia la Coppa dei Campioni, sia l’Intercontinentale.

Commenti

Condividi le tue opinioni su La Sesia

Caratteri rimanenti: 1500