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Calcio Eccellenza

Carra: "Non ci sono le condizioni per ripartire in sicurezza"

Il presidente dell'Alicese Orizzonti: "Aspettiamo indicazioni per il vivaio"

Carra Gigi

Gigi Carra, presidente dell'Alicese Orizzonti

"Vogliano tornare a giocare il più presto possibile, ma oggi secondo noi non è possibile farlo garantendo la sicurezza e la salute di tutti".

Così il direttivo dell’Alicese Orizzonti, per bocca del presidente Gigi Carra, si è espresso sulla possibilità di ripartire con il campionato di Eccellenza.

"Martedì 16 marzo, nel pieno rispetto delle norme anti Covid-19, si è tenuta la riunione del consiglio direttivo dell’Alicese Orizzonti per discutere sulla ripartenza dell'attività sportiva a chiusura della stagione 2020/2021 - spiega Carra - La società ha deciso all'unanimità di non partecipare al torneo di chiusura della stagione di Eccellenza e spieghiamo le motivazioni che ci hanno portato a questa difficile decisione. Non vogliamo che passi il messaggio che la nostra società non voglia giocare. L’Alicese Orizzonti si iscrive regolarmente ai campionati di competenza da più di sessant'anni e come tutti lo ha fatto anche in queste due ultime travagliate stagioni. La nostra volontà è assolutamente quella di riprendere il più presto possibile ad andare sui campi, ma solamente quando ci saranno le condizioni per poterlo fare in maniera sicura e senza alcun rischio per la salute di tutti, cosa che ad oggi non riteniamo possibile".

Carra aggiunge: "Crediamo che le associazioni sportive dilettantistiche abbiano in primis il dovere di tutelare la salute dei propri tesserati e di tutte le persone che gravitano intorno alle squadre. Con tutta onestà questo ad oggi non è possibile per noi garantirlo. Il fatto di essere dilettanti non ci permette di avere le competenze e le risorse per poter fare ciò, e sinceramente il dover fare un tampone alla settimana non ci sembra una soluzione risolutiva. Inoltre la decisione di riprendere l'attività del campionato di Eccellenza ci sembra poco etica considerando il momento storico che stiamo vivendo, sia in relazione a un maggiore rischio di diffusione del virus, che all'utilizzo di risorse economiche che al momento riteniamo più doveroso destinare ad altri contesti. Infine, in tutto questo periodo che ormai dura da più di un anno, non abbiamo mai sentito pronunciare una parola sui settori giovanili e sulle scuole calcio. Cosa si pensa di fare per non vedere un movimento di ragazzi venire dimezzato? Ecco, anche quest’aspetto, per chi come noi è partito anni fa lavorando per crearsi in casa gli atleti di domani ci ha confermato che il calcio dilettantistico dallo spirito sociale è ormai finito".

2021 - Riproduzione riservata

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