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Consiglio dei ministri

Riforma dello sport: approvati i 5 decreti

Contrarie molte Federazioni

Spadafora Vincenzo

Vincenzo Spadafora, ex Ministro dello sport

Il Consiglio dei ministri ha approvato i cinque decreti legislativi per l'attuazione della riforma dello sport. Il via libera è arrivato in extremis, la delega scadeva domenica 28 febbraio. I decreti erano stati presentati dal ministro Vincenzo Spadafora, quando era in carica il governo Conte-2. 

Contrarie molte Federazioni: Figc, Federbasket e Federvolley avevano scritto una lettera al premier Draghi, pregando di rinviare l’approvazione, viste le difficoltà che ha il mondo dello sport in questo periodo. Il riferimento era soprattutto al lavoro sportivo e all’abolizione del vincolo, osteggiata anche dalla Lega Nazionale Dilettanti. Anche Paolo Barelli, presidente nazionale della Federnuoto, e deputato di Forza Italia, aveva fatto notare più volte la necessità di non approvare adesso queste norme che rischiano di mettere in crisi tante società sportive. Sulla stessa linea anche il presidente del Coni Giovanni Malagò, preoccupato per la tempistica. Il rinvio comunque più avanti dell’attuazione della riforma, forse al 2023 come chiedeva anche Franco Carraro, ora permette di rimetterci mano, se ci saranno le condizioni. Il Pd è stato diviso in due fra chi spingeva per l’approvazione e chi preferiva aspettare. Ma il consiglio dei ministri ha dato il via libera, anche se ponendo appunto delle condizioni. Il decreto numero 1, quello sull’autonomia del Coni, fa storia a sé: era stato approvato come ultimo atto del governo Conte e ora è al Senato per la conversione in legge. 

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