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Intervista al vincitore di "Vota il campione 2020" nella categoria miglior atleta uomo

Babbini: "Il karate è uno stile di vita"

L'atleta della Yanagi esalta il maestro Caruso: "Un uomo che trasmette fiducia"

Babbini Marco

Marco Babbini, 20 anni, della Yanagi Karate Club Vercelli

Crescita esponenziale di medaglie vinte e quest’anno il successo nel premio “Vota il campione” edizione 2020 de “La Sesia” come miglior atleta uomo per Marco Babbini, ventenne atleta della Yanagi Karate Club di Vercelli che ha trionfato con 162 tagliandi. Babbini è di Villanova Monferrato ed è nato il 31 agosto del 2000, si cimenta con il karate da quando aveva 5 anni.
Il suo curriculum e il suo medagliere sono davvero importanti: nel 2015 arriva quarto nel kata a livello individuale nel meeting europeo; nel 2016 è primo nel kumite individuale e secondo in quello a squadre alla “Heart Cup”, gara internazionale che richiama atleti da varie nazioni europee e non. Nel 2017 Babbini è primo nel kumite a squadre alla “Coppa Shotokan”, secondo individuale nel kumite al campionato italiano e infine al “Trofeo delle Regioni” è terzo a livello individuale e terzo a squadre sempre nel kumite. Nel 2018 è primo nel kumite a squadre alla “Coppa Shotokan”, ai campionati italiani è primo individuale nel fukugo e secondo individuale nel kumite, al “Trofeo delle Regioni” è primo nel kumite a squadre, alla “Heart Cup” è terzo nel kumite a squadre. Infine nel 2019 ottiene il primo posto individuale e il secondo a squadre nel kumite alla “Coppa Shotokan”, primo a squadre e terzo individuale nel kumite al “Trofeo delle Regioni”, primo a squadre nel kumite e terzo nel kata a squadre al “Trofeo Masina”, e soprattutto terzo a squadre al campionato mondiale della Wska nel kumite.


Marco, quando e come iniziata la tua avventura nel karate?
A cinque anni a Villanova Monferrato perché la società del posto era venuta a proporre delle lezioni a scuola e mi piacque molto. Da lì mi sono poi iscritto in seguito alla Yanagi a Vercelli.


Hai qualche atleta di riferimento?
Sì, i miei compagni di Nazionale, più esperti di me, li seguo per filo e per segno perché sono il più giovane e perché voglio imparare da loro. Mi stanno trasmettendo molto.


Hai un curriculum zeppo di medaglie con una crescita esponenziale: soddisfatto?
Sono molto contento di quanto sto facendo a livello sportivo e la soddisfazione più grande per ora è stato il terzo posto a squadre al Mondiale, alla mia prima partecipazione con la Nazionale.


Il 2020 è invece è stato avaro: non avete potuto fare nulla?
No, nessuna gara, purtroppo. La chiusura per il Covid-19 di fine febbraio-inizio marzo ci ha impedito di gareggiare, ma pure di allenarci insieme per molto tempo. Solo nel periodo estivo abbiamo potuto fare allenamento in presenza, ma a settembre si è fatto poco, la chiusura è arrivata poi ad ottobre. Abbiamo svolto e stiamo svolgendo molti allenamenti on-line, ma non è la stessa cosa. E’ brutto non poter fare quasi nulla, non potersi allenare insieme e gareggiare. Per ravvivarci un po’, due settimane fa abbiamo disputato una sorta di gara on-line di kata. Ma non è la stessa cosa. Sono invece felice del premio del giornale “La Sesia” come miglior atleta uomo di “Vota il campione”.


Cosa ti auguri per il 2021?
Che si possa tornare a gareggiare, quanto meno a livello nazionale, ci si possa allenare in presenza, io nel kumite ho bisogno di un partner in allenamento. E mi auguro che si possa disputare il campionato europeo, rinviato quest’anno in Russia e programmato l’anno prossimo in Svizzera. Il mio obiettivo è di andare a caccia di altre medaglie, è il risultato a cui aspiri allenandoti. Sempre ricordando che l’avversario lo è sul tatami, ma è un amico al di fuori di esso. Io ne ho parecchi. Nel karate abbiamo tanto fair play.


Cosa è, infine, per te il karate?
Uno stile di vita. Non solo a livello sportivo ma nella quotidianità. Questa disciplina ti insegna ad affrontare le cose, la vita e i problemi di tutti i giorni, insegnandoti a non crearne di altri ma a risolvere quelli che ti si presentano davanti, con calma. Ti infonde disciplina e rispetto e il mio direttore tecnico Ivano Caruso in tal senso è un grandissimo maestro, perché ti sa insegnare tutto ciò nel modo migliore.


2020 - Riproduzione riservata

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