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Vercelli

Gli studenti dell'Iti "Faccio" incontrano Viola Ardone

L’incontro è stato un momento emozionante per i ragazzi e un’apertura sul mondo della scrittura

ITI Faccio Vercelli

Nell’Aula Magna dell’Università del Piemonte Orientale di Vercelli si è svolto un incontro molto atteso tra gli studenti dell’ITI “Giulio Cesare Faccio” e la scrittrice pluripremiata Viola Ardone, autrice di veri capolavori tradotti in oltre 45 lingue nel mondo.

I ragazzi dell’ITI hanno potuto leggere e vivere le pagine de Il treno dei bambini, affidato alle classi del biennio, e Oliva Denaro, affrontato dalle classi del triennio. L’incontro è stato un momento emozionante per i ragazzi e anche di scoperta, un’apertura sia sul mondo della scrittura sia, in maniera specifica, sulle strategie narrativo-lessicali dell’autrice, ma anche più in generale su quali possano essere i vari processi creativi alla base della nascita di un testo. Gli allievi hanno potuto dialogare direttamente con l’autrice, che si è mostrata autorevole e disponibile, rispondendo con attenzione e sincerità ad ogni domanda posta. Ardone ha chiarito fin da subito un’idea semplice ma fondamentale: una storia può essere bella o brutta, ma deve appartenere a chi la scrive. È questa relazione a renderla vera.

Parlando de Il treno dei bambini, è stato fondamentale spiegare il contesto storico e sociale in cui si inserisce la vicenda. Il silenzio sull’identità del padre, ad esempio, riflette un’epoca in cui una donna non sposata con figli veniva fortemente biasimata. Il riferimento a Eduardo De Filippo ha aiutato a comprendere come certe realtà fossero note a tutti, ma non dicibili. In questo senso, indicativa è stata la frase: “I figli sono di chi li vuole”.

Per gli alunni è stato di notevole interesse, e fonte di molte domande, l’utilizzo del dialetto da parte della scrittrice all’interno delle sue opere. L’autrice ha chiarito che l’uso del dialetto serve a restituire autenticità, ma anche a far percepire al lettore la difficoltà del protagonista nel passaggio da un mondo all’altro. La lingua, quindi, diventa strumento di evoluzione e di trasformazione. Ardone, scrittrice e docente di lettere, ci ha tenuto a dare un consiglio molto utile agli studenti: per scrivere un testo efficace bisogna saper togliere, evitando ripetizioni, così da rendere il testo più essenziale e diretto.

Per quel che riguarda Oliva Denaro, Ardone ha specificato che il romanzo, pur prendendo spunto dalla figura di Franca Viola, ispirandosi a vicende reali, sia un libro costruito in modo indipendente, ambientato in un contesto credibile, grazie a veri e propri studi di ricerca, così da poter dare alle sue pagine un respiro più ampio, universale.

Importante anche la riflessione dell’autrice sul ruolo della scuola, questa dovrebbe offrire agli studenti non solo conoscenze, ma anche strumenti per riconoscere e nominare le proprie emozioni, costruendo un vero e proprio “vocabolario emotivo”. Alla richiesta, da parte di un allievo, di indicare una sola parola per descrive il libro Oliva Denaro, la scrittrice, senza esitare, ha risposto: “libertà”. Ma non una libertà scevra dal senso di responsabilità, bensì ricolma di quella consapevolezza che ogni libertà comporti una forma di rinuncia. L’incontro si è concluso con un momento più amichevole, tra battute, autografi e scambi personali, ma soprattutto ha lasciato negli studenti molti spunti di riflessione sul valore della scrittura e delle storie.

Un ringraziamento va alla prof.ssa Valentina Cirio, referente del progetto “Lo struzzo a scuola”, si è occupata magistralmente dell’organizzazione e della gestione dell’evento, ai docenti e alle docenti del Dipartimenti di Lettere dell’ITI Faccio, per il lavoro svolto in classe con gli allievi, alla prof.ssa Carmen Aina del Dipartimento per lo sviluppo sostenibile e la transizione ecologica dell’UPO per averci accolti nella bellissima cornice dell’Aula Magna dell’università, alla Dirigente scolastica Maria Dora Rosso per aver offerto ai docenti e agli alunni la possibilità di vivere un’esperienza significativa e formativa. Perché la scuola è - anzitutto - apertura e costruzione di competenze che affondano le radici nelle esperienze più autentiche.

Iti Faccio Vercelli

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