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Istituto Lancia Borgosesia

Lavoro, scuola e imprenditori per l'incontro tra domanda e offerta

Meeting all’Itis Lirelli tra personale docente e industriali

Itis Lirelli

Istituto Lancia Borgosesia: lavoro, scuola e imprenditori alleati per promuovere l’incontro tra domanda e offerta. Il mondo della scuola e il mondo del lavoro si incontrano ancora una volta per discutere di strategie efficaci e incisive che mirino ad avvicinare la domanda, ovvero le necessità delle aziende di manodopera specializzata, e l’offerta, ovvero il numero di diplomati nella formazione tecnico-professionale. Nei giorni scorsi l’Istituto Lancia Borgosesia ha promosso un meeting - nella sede dell’Itis Lirelli – tra personale docente e industriali. Presenti le ditte Arfino, Cavanna, Gallazzini, Maestrini, Moveco, Ritmonio, Tosi e Valvomec, Confindustria Novara Vercelli Valsesia con il vicepresidente, Riccardo Cavanna, e il responsabile dell’orientamento, Stefano Inzaghi. La scuola era rappresentata dal dirigente, Carmelo Profetto, e dai docenti Giordano Giacobino, Alessandro Iodice, Roberto Macarrone e Simone Nuzzo.

Primo punto all’ordine del giorno, le necessità di una scuola che sempre più vuole stare al passo con i tempi e diventare risposta valida alle esigenze del tessuto produttivo locale e delle province limitrofe. Il focus è innanzitutto sui laboratori che vanno resi più innovativi e aggiornati con macchinari moderni ma anche con la messa a norma, o eventuale dismissione, degli esistenti. Strettamente collegata la formazione del personale docente, imprescindibile per trasferire agli studenti le conoscenze legate alle nuove tecnologie. Non meno importante, se si vuole accrescere il numero di diplomati e rispondere alla richiesta di manodopera, l’incremento del numero degli iscritti: ecco dunque l’importanza di attività di orientamento sulle scuole medie che siano più capillari e promuovano in modo forte l’istruzione tecnica professionale. Gli imprenditori presenti, a partire da Inzaghi che ha aperto i lavori, hanno confermato “la difficoltà a reperire sul territorio figure professionali e tecniche da inserire nei propri organici a fronte di un numero dei diplomati assolutamente non sufficiente” e confermato ancora una volta la disponibilità ad affiancare la scuola negli interventi atti a coprire il divario. Come? Anche attraverso un piano triennale di supporto, economico ma non solo, per l’ammodernamento e la messa a norma dei laboratori dei due plessi, Itis e Ipsia.

Ma non solo: per riprendere le sopra citate priorità, le imprese hanno dato la propria disponibilità a partecipare alle azioni di orientamento (sta partendo a tal proposito il progetto del Lancia “Futuro @imestieri”) e a “prestare” tecnici aziendali per interventi di formazione con gli studenti nelle ore curricolari e con i docenti nelle ore extracurricolari.

"Siamo in un periodo di ripresa della produzione industriale ed è quindi più che mai centrale – dichiara il dirigente scolastico, Carmelo Profetto - valorizzare verso l’esterno la collaborazione tra scuola e territorio rendendo evidente in modo inequivocabile che gli interessi delle due realtà vanno nella stessa direzione: per i nostri studenti l’interesse è trovare lavoro prima possibile dopo il diploma; per le aziende è reperire figure tecniche e specializzate che garantiscano un’attività di qualità".

"La Valsesia e la Valsessera – aggiunge Riccardo Cavanna - sono un territorio fortemente industrializzato, con tante medie e piccole aziende di eccellenza che offriranno nei prossimi anni posti di lavoro qualificati e con la possibilità di crescita professionale ed economica. Ad oggi l’offerta delle scuole tecniche non è sufficiente a coprire le esigenze del territorio e nei prossimi cinque anni questo gap crescerà ancora di più se non facciamo capire alle famiglie che le scuole tecniche offrono prospettive importanti. Il lavoro metalmeccanico si è evoluto e necessita di competenze qualificate per gestire macchine digitalizzate in ambienti di lavoro stimolanti. Abbiamo un grande bisogno di periti per l’industria meccanica e per quella legata all’automazione industriale, settori che rappresentano il più importante sbocco sul mercato del lavoro".

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