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Varallo

La Scuola Barolo per falegnami all'istituto don Bosco di Chatillon

Visita alla realtà valdostana che forma artigiani e operatori del legno

Varallo delegazione Scuola Barolo

La delegazione in trasferta a Chatillon

La Scuola Barolo di Varallo in visita al Don Bosco di Chatillon. La rinata Scuola Barolo in trasferta in Valle D’Aosta. Una delegazione dell’istituto Lancia di Borgosesia, cui fa capo la classe prima dell’indirizzo Artigiano del legno, si è recata a Chatillon in visita all’istituto professionale industria e artigianato intitolato a Don Bosco e gestito dai salesiani. Alla visita di questo polo formativo d'eccellenza che ha ormai 48 anni di vita hanno partecipato per l’istituto Lancia il dirigente scolastico Carmelo Profetto, il direttore dei servizi generali e amministrativi Liliana Tabone, il docente titolare dell’insegnamento di falegnameria Roberto Multone, il vicepreside Marco Porzio e le professoresse Carla Ferraris, Clara Bruno e Lorenza Stocchi; per il Comune di Varallo il sindaco Eraldo Botta e il vicesindaco Pietro Bondetti; per la Provincia di Vercelli, oltre al presidente Botta, hanno preso parte alla giornata Marco Crociani, responsabile dell’Ufficio edilizia, e il suo collaboratore Stefano Cerutti; ha partecipato infine anche Silvio Brentazzoli in qualità di studioso della Scuola Barolo. Autista d’eccezione, il sindaco Eraldo Botta.

Il Don Bosco di Chatillon ha riservato alla delegazione valsesiana e vercellese una straordinaria accoglienza, sin dall’ottima colazione offerta a tutti: il direttore don Vincenzo Caccia, il coordinatore delle attività didattiche ed educative Luciana Marguerettaz e il suo vice, Carlo Vancheri, sono stati molto disponibili e cordiali presentando l’intera offerta formativa e accompagnando gli amici piemontesi nella visita durata oltre due ore. I professori delle varie classi e gli studenti hanno illustrato direttamente le attività e produzioni in corso di svolgimento.

L’istituto professionale, dotato di numerosi e ampi fabbricati di proprietà regionale, oltre che di un convitto che ospita circa 70 ragazzi, oggi forma artigiani e operatori del legno e anche addetti alla manutenzione e assistenza tecnica in più campi (carrozzeria, meccanica per automezzo, elettronica ed elettrotecnica). Tutto ciò seguendo le orme del fondatore della congregazione salesiana, san Giovanni Bosco (1815-1888), indiscusso maestro nell’educazione e nella formazione professionale dei giovani grazie alle sue numerose intuizioni educative e realizzazioni pratiche (nell’Oratorio di Valdocco tra il 1853 e il 1862 il santo dei giovani inaugurò personalmente ben 5 laboratori: per calzolai e sarti, legatori, falegnami, tipografi e fabbri-ferrai). 

  

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