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Varallo - Scuola Barolo

Artigiano del legno: inaugurato il nuovo corso di studi

Venti gli studenti iscritti, tra cui una ragazza di Vercelli

Varallo Scuola Barolo

Varallo: il taglio del nastro per la scuola Barolo (foto frozenlight)

Varallo: taglio del nastro per la Scuola Barolo. Il nuovo diploma in Artigiano del legno dell’Istituto Lancia ha aperto le porte a 20 ragazzi, giovanissimi pionieri di un percorso che si pone la duplice finalità di far rivivere una vocazione artistica tipica del territorio e di ampliare l’offerta formativa rivolta alle giovani generazioni. Il corso, ospitato nelle ex carceri, oggi sede Formont, è stato voluto dall’Istituto superiore di Borgosesia e dal Comune di Varallo. Quest’ultimo si è impegnato, oltre che offrendo i locali, anche con borse di studio a favore degli studenti fuori sede che soggiorneranno in città. Quest’anno sono tre: uno dalla provincia di Biella e due, tra cui l’unica studentessa di Vercelli. Alle borse di studio hanno contribuito anche alcuni benefattori locali che hanno creduto nella bontà del progetto. A insegnare la materia di laboratorio ci sarà anche un artigiano, Roberto Multone, titolare di un’azienda di Borgosesia: l’intenzione fin dagli esordi della scuola è infatti quella di creare e incentivare il più possibile un legame stretto con la realtà professionale che allo stato attuale offre numerosi sbocchi lavorativi nel campo sia della produzione di mobili e serramenti sia del restauro.

Il corso porta il nome di un’eccellenza del passato valsesiano: la scuola Barolo, voluta nel 1838 dal marchese Carlo Tancredi Falletti di Barolo, e chiusa nel 1963. Presenti all’inaugurazione, oltre a tutto il corpo docenti che accompagnerà la classe, il presidente della Provincia di Vercelli e sindaco di Varallo, Eraldo Botta, il parroco don Roberto Collarini, e il dirigente dell’Iis Lancia, Carmelo Profetto che commenta: "E’ stato un giorno molto emozionante. Riapre la scuola Barolo a Varallo, una realtà che è ulteriore spazio di libertà e di gratificazione future per i ragazzi. Un percorso inedito in Piemonte che sicuramente avrà uno sbocco e un riscontro sul territorio a livello professionale. Oggi aprire un nuovo corso è una rarità, a causa soprattutto del calo demografico. Ancora di più quindi ne siamo orgogliosi. Ricordo che si tratta di un corso quinquennale che quindi prevede la possibilità di conseguire la qualifica al terzo anno e il diploma al quinto. Venti ragazzi, tra cui siamo felici di avere una ragazza, non sono pochi per iniziare: tutti si sono iscritti con una forte motivazione, che li porta già a metà strada del percorso. A loro il nostro augurio e tutto il nostro sostegno".  Un augurio speciale, per questo progetto lungimirante e visionario, è arrivato dal direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, Fabrizio Manca, a conferma della sua attenzione e vicinanza al mondo dell’istruzione professionale e tecnica.

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