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Liceo Ambrogio Alciati

Trino: video su Dante dagli studenti dell'Artistico

Gli alunni hanno dato una personale interpretazione del poeta

Dante Trino

I video pieni di arte, colore, suoni e parole, degli studenti del liceo artistico “Ambrogio Alciati” di Trino hanno celebrato il “Dantedì” superando le distanze in occasione del settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri.

Le celebrazioni del secondo Dantedì hanno assunto quest’anno un significato particolare, soprattutto per i giovani costretti ad adattarsi a uno stile di vita innaturale e ad affrontare le difficoltà del momento, spesso senza poter ancora vedere una via di uscita o senza avere gli strumenti per elaborare in modo positivo emozioni inaspettate e incomprensibili. Gli studenti del liceo hanno dato una personale interpretazione della figura e della biografia del poeta con la realizzazione di alcuni video di carattere artistico, unendo colori, suoni, parole per contribuire alla diffusione di messaggi ancora attuali, anche se prodotti in un tempo ormai molto lontano. Queste realizzazioni dei ragazzi fanno capire quanti sia importante oggi più che mai lavorare insieme, anche se distanti, per affacciarsi al mondo e far sentire la propria voce per divulgare importanti e significative testimonianze.

Come scrivono dalla scuola, "Dante attraverso le sue esperienze costituisce un esempio di responsabilità e di coerenza nel sostenere le proprie idee e di dignità nell’affrontare difficoltà e problemi per colpe che non aveva commesso. Con la sua opera analizza la vita e l’animo degli uomini in tutte le sfumature, dalle più oscure profondità all’altezza più sublime, portando alla conoscenza di se stessi e del mondo nella prospettiva di un miglioramento generale. Per questo è importante che il messaggio arrivi a tutti e soprattutto alle nuove generazioni, che a loro volta hanno il dovere di confrontarsi con la complessità di idee di grande valore, ma nello stesso tempo hanno anche il diritto di essere ascoltati quando sanno rielaborare e fare propria un’eredità che è parte integrante della nostra identità". Dalla scuola concludono ricordando che "la cultura salva dal buio, ma solo se è condivisa e partecipata, altrimenti diventa un vuoto esercizio di retorica e un’inutile affermazione di auto referenzialità. Sarebbe un peccato, se succedesse questo".

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