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Regione Piemonte

Dimissioni di Elena Chiorino: la reazione delle opposizioni

Le note di Pd e Avs

Palazzo regione Piemonte
Proseguono le reazioni alla notizia delle dimissioni dell'ex vicepresidente e assessore regionale Elena Chiorino.
Gianna Pentenero, capogruppo del Partito Democratico nel Consiglio Regionale del Piemonte, e Domenico Rossi, segretario regionale del Partito Democratico, hanno commentato con una nota ufficiale le dimissioni.
“Accogliamo le dimissioni da assessore di Elena Chiorino come un passo importante per la tutela del governo della Regione Piemonte. È anche una vittoria delle opposizioni che unite hanno da subito chiesto una piena assunzione di responsabilità. Abbiamo sempre sostenuto di non cercare tribunali del popolo o sentenze che non ci competono; ma è importante ribadire un principio: chi ha incarichi pubblici deve rispondere anche da un punto di vista dell’etica e dell’opportunità, dare conto della disciplina e dell’onore con cui si devono portare avanti gli incarichi pubblici".
La nota prosegue sottolineando la distinzione tra il piano giudiziario e quello politico: “L'assessore non poteva non assumersi la responsabilità politica dei fatti gravi che l'hanno vista coinvolta in una società con la figlia di un prestanome del clan dei Senese”. Secondo la presidente del Gruppo PD e il Segretario regionale, l'atto delle dimissioni era necessario per preservare l'integrità dell'ente: “Il primo dovere di chi siede in queste cariche è quello di difendere questa istituzione. La trasparenza non è un’opzione, ma il fondamento del patto tra amministrazione e cittadinanza”.
Anche Alice Ravinale, Valentina Cera e Giulia Marro di Avs commentano le dimissioni: "Apprendiamo con soddisfazione delle dimissioni, questa volta intere, dell'assessore Chiorino, nonché dell'assessore Franceschini di Biella, coinvolto anche lui nell'oscura società "5 forchette". Era ora. Stupisce anzi che Cirio e Chiorino abbiano provato sinora a difendere l'indifendibile. Quello della Bisteccheria d'Italia è uno scandalo colossale e lo abbiamo detto da subito: questo è l'unico esito possibile di questa penosa vicenda, che sta travolgendo la credibilità della Regione. Con le mafie non si fanno affari, e tanto più dopo ciò che emerso oggi rispetto all'ipotesi di riciclaggio di denaro del clan Senese non si potevano continuare a sentire balbettii da parte della maggioranza".

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