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Premio ABI

Banca di Asti: menzione speciale per l’Innovazione dei Servizi Bancari 2026

Il progetto si intitola “Da cava abbandonata a impianto fotovoltaico e bosco didattico”

Banca Asti premio ABI

Banca di Asti ha ricevuto la Menzione Speciale della Giuria nell’ambito del Premio ABI Innovazione nei Servizi Bancari 2026 per il progetto “Da cava abbandonata a impianto fotovoltaico e bosco didattico”.

L’iniziativa ha previsto il recupero e la riqualificazione di un’area dismessa in località Valgera, alle porte di Asti, trasformata in uno spazio capace di coniugare produzione di energia rinnovabile, tutela della biodiversità e valorizzazione del territorio.

Il progetto si basa su un approccio integrato: da un lato è stato realizzato un impianto fotovoltaico da 1 MW, in grado di coprire il fabbisogno energetico della sede centrale dei Banca di Asti, attraverso un sistema di autoconsumo a distanza che consente di utilizzare direttamente l’energia prodotta; dall’altro lato, è stato sviluppato un bosco didattico, pensato come luogo di educazione ambientale e sensibilizzazione rivolto a scuole, famiglie e cittadini del territorio.

Accanto all’impianto nasce quindi un percorso educativo che guida visitatori e scuole attraverso stazioni dedicate alla biodiversità, con installazioni e rifugi per insetti e fauna locale: uno spazio pensato per sensibilizzare le nuove generazioni sui temi ambientali e promuovere una cultura della sostenibilità. Un ambiente vivo, che cresce e racconta l’importanza di proteggere ciò che ci circonda.

“Questo riconoscimento conferma il valore di un progetto che unisce innovazione, sostenibilità e attenzione alla comunità. Non si tratta di un punto di partenza, ma di una tappa di un percorso già avviato, in cui la banca intende continuare a svolgere un ruolo attivo nella transizione ecologica e nello sviluppo sostenibile del territorio”, commenta l’Ing. Alberto Vercesi, Responsabile Servizio IT e Immobiliare di Banca di Asti.

L’iniziativa rappresenta un esempio concreto di integrazione tra innovazione tecnologica e responsabilità ambientale, inserendosi nel più ampio percorso ESG intrapreso dal Gruppo Banca di Asti e contribuendo attivamente alla transizione ecologica del territorio.

Domande e risposte sul progetto

1) Banca di Asti ha ricevuto la menzione speciale dalla Giuria del Premio ABI Innovazione per il progetto “Da cava abbandonata a impianto fotovoltaico e bosco didattico”. Qual è stata la visione iniziale che vi ha guidato?

La visione è stata quella di trasformare un’area compromessa, una cava dismessa, in una risorsa per il territorio. Non volevamo limitarci a un recupero ambientale, ma fare qualcosa di più: integrare sostenibilità, innovazione e valore sociale. Quindi creare un progetto che producesse energia pulita, ma allo stesso tempo avesse anche una funzione educativa e di sensibilizzazione. Si inserisce infatti in un percorso già avviato dalla banca, con un obiettivo molto chiaro: contribuire concretamente alla transizione ecologica.

2) In concreto, come si è sviluppato il progetto e quali sono oggi le sue principali componenti, tra energia rinnovabile e valorizzazione ambientale?

Il progetto è nato come una riqualificazione completa dell’area, con un approccio integrato. Da una parte abbiamo realizzato un impianto fotovoltaico da 1 MW, che copre il fabbisogno energetico della sede centrale della banca, con oltre 500 dipendenti, attraverso un sistema di autoconsumo a distanza che permette di valorizzare direttamente l’energia prodotta per la sede, senza destinarla al mercato. Dall’altra abbiamo creato un bosco didattico: uno spazio vivo, con percorsi educativi, installazioni e strumenti per far conoscere la biodiversità. Quindi due anime che convivono nello stesso luogo: tecnologia e natura.

3) Quali elementi rendono questa iniziativa un modello virtuoso di rigenerazione territoriale e che benefici concreti sta generando per la comunità locale?

È un modello virtuoso perché mette insieme sostenibilità ambientale, rigenerazione del territorio e valore sociale. Abbiamo recuperato un’area dismessa e l’abbiamo restituita alla comunità, trasformandola in uno spazio vivo e integrato nel paesaggio. Allo stesso tempo produciamo energia pulita, con una produzione significativa, e contribuiamo alla riduzione delle emissioni. Ma forse l’aspetto più distintivo è proprio il legame con il territorio: il bosco didattico è uno spazio aperto a scuole, famiglie e cittadini, pensato per far vivere direttamente un’esperienza di educazione ambientale. E anche l’impianto è stato progettato in modo sostenibile: ad esempio con il pascolo ovino tra i pannelli, che permette una gestione naturale del terreno. Inoltre, sono stati creati habitat per insetti, uccelli e piccoli animali, contribuendo concretamente alla biodiversità locale. È quindi un progetto che genera valore reale e duraturo per il territorio.

4) È un modello replicabile in altri contesti, o potrebbe rappresentare un punto di partenza per ulteriori iniziative di sostenibilità?

Sì, è un modello replicabile, perché parte da un’idea semplice: recuperare aree dismesse e trasformarle in risorse sostenibili. Ci sono molti contesti in cui questo approccio può essere applicato, unendo energia rinnovabile e valorizzazione ambientale. Per Banca di Asti questo progetto non è un punto di partenza, ma una tappa concreta di un percorso già strutturato, in cui la sostenibilità è parte integrante delle scelte e del modo di operare sul territorio.

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