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Sanità

"La Regione aumenta le tariffe delle Rsa e ne risentono le famiglie"

La protesta di Cgil, Cisl e Uil Piemonte

Anziano

Gentile direttore,
                la nostra Regione adotta una serie di interventi spot, che non poggiano le basi su un progetto strutturato di integrazione e riorganizzazione del Sistema sanitario e sociosanitario. Questo l’allarme di Cgil, Cisl e Uil Piemonte.
Tutto inizia con il trasferimento di malati dagli ospedali alle Rsa: reduci da una emergenza pandemica non ancora conclusa, che ha mostrato tutti gli effetti negativi del nostro sistema sanitario e sociosanitario, la Regione Piemonte provvede a rendere strutturale un provvedimento, utilizzato all’apice della pandemia, per decongestionare i posti letto degli ospedali. Pazienti anziani potranno essere trasferiti, da ospedali, pronto soccorso e Cavs nelle Rsa. 

Può avere un senso questa logica nell’emergenza o in una fase transitoria che deve avere come obiettivo finale rinforzare la risposta del Servizio sanitario pubblico del Piemonte. Diversamente si corre il rischio di costruire “di fatto” un modello dove la sanità pubblica si indebolisce e si stressano ulteriormente le strutture sociosanitarie. I provvedimenti, dettati dal piano di rientro, avevano già reso le Rsa insufficienti, nelle competenze sanitarie, come emerso nel periodo pandemico, le condizioni sono ulteriormente peggiorate a causa del drenaggio di personale qualificato, sottratto a queste strutture per rafforzare quelle sanitarie.

Ulteriore atto: si apprende che Azienda Zero, la cosiddetta “Super Asl”, voluta dall’assessore alla Sanità, designa Confindustria quale interlocutore unico per la sanità privata, non avendo ancora definito il ruolo del privato nel nostro sistema sanitario regionale. Infine, ciliegina sulla torta, il tema dell’aumento delle tariffe nelle Rsa. Le strutture residenziali sociosanitarie sono in forte difficoltà, molti dei posti letto convenzionati si sono svuotati, a seguito della pandemia, e le autorizzazioni per riempirli sono lente, i rincari dei costi energetici aumentano le difficoltà. Necessita un sostegno ed un provvedimento congiunturale, mentre la revisione delle tariffe, che verrà adottata, riversa sulle famiglie degli ospiti i rincari. Se è giusto sostenere le Rsa è altrettanto giusto aiutare le famiglie sempre più esposte a rincari insostenibili.

Inoltre, la normativa delle Rsa va rivista a seguito degli effetti della pandemia, i nodi organizzativi vanno sciolti per garantire adeguate condizioni lavorative per il personale al fine di garantire qualità del servizio alla popolazione anziana. Necessita affrontare subito il tema della non autosufficienza. Il nuovo equilibrio che andrà definito tra domiciliarità e residenzialità implica una rivisitazione del ruolo delle Rsa. Anche i provvedimenti congiunturali devono trovare la loro coerenza in una visione di sistema, che non riconosciamo. Non servono modesti provvedimenti a spot ma un impegno concreto della politica piemontese volta a costruire, in previsione dell’attuazione del Pnrr e non solo, una visione di insieme del futuro sistema sanitario e sociosanitario, volto ad assicurare il pieno diritto alla salute delle cittadine e dei cittadini già fortemente penalizzati da più di 10 anni di tagli delle risorse destinate. Sarà bene che la Giunta batta un colpo.

Gabriella Semeraro - Cgil Piemonte
Luca Caretti - Cisl Piemonte
Francesco Lo Grasso - Uil Piemonte

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