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Regione Piemonte

Stabilizzazione precari della sanità: i primi commenti

Le dichiarazioni di Cisl, Uil e dei consiglieri Stecco e Rossi

Infermiere

Iniziano ad arrivare le prime reazioni all'accordo tra Regione e sindacati sulla stabilizzazione dei precari della sanità (leggi qui).

La Cisl Piemonte "esprime soddisfazione per l’accordo sulla stabilizzazione e la proroga degli operatori sanitari e socio sanitari sottoscritto oggi tra Regione e sindacati di categoria. Si tratta di un accordo importante per la salute dei cittadini piemontesi e i lavoratori del comparto che soprattutto in piena emergenza Covid hanno assicurato servizi fondamentali per la salute pubblica. È un risultato che premia anche il lavoro di squadra e l’azione confederale svolta nei confronti della regione che non è stata sorda alle richieste sindacali. La sanità piemontese ha bisogno di queste figure professionali per garantire i servizi”. Così il segretario generale Cisl Piemonte, Alessio Ferraris, commenta la firma dell’intesa.

Dichiara il segretario generale Uil Piemonte Giovanni Cortese: “La Uil Piemonte prende atto con soddisfazione del primo risultato positivo raggiunto oggi sul fronte dei precari del Servizio Sanitario Regionale con uno specifico accordo tra Regione e Categorie dei lavoratori della sanità. La strada è ancora lunga e costellata di rischi. Bisogna prorogare i rapporti di lavoro e stabilizzare, alla maturazione dei requisiti previsti, tutto il personale di ruolo sanitario che ha contribuito a fronteggiare l’epidemia da COVID-19. Ora tale personale va utilizzato anche per ridurre le liste di attesa per ottenere le prestazioni sanitarie, che rappresentano un dramma per molte migliaia di cittadini piemontesi che non hanno la possibilità di ricorrere a prestazioni private. Vigileremo sul rispetto degli impegni assunti dalla Regione e sugli interventi ancora necessari”.

“Il Piemonte stabilizzerà 656 precari entro l’anno in corso e in totale saranno 1.137 entro il 2023, ennesimo step di un percorso che ha visto molte interlocuzioni anche nella Commissione Sanità e che ci permetterà di cambiare marcia nell’assistenza sanitaria accelerando sulle liste d’attesa”. Con queste parole il presidente della Commissione regionale Sanità  Alessandro Stecco ha commentato l’accordo tra la Regione Piemonte e le sigle sindacali della Sanità. “I precari del comparto sanitario che ne avevano i requisiti e che ci hanno sostenuto nell’emergenza Covid - ha rimarcato Stecco - verranno doverosamente stabilizzati. Ci ostacolava in questo percorso la disponibilità di risorse che, di concerto con l’Assessorato, la Regione ha portato all’attenzione del Governo. Per altri 500 che non hanno i requisiti saranno prolungati i contratti fino a fine anno, grazie a un fondo di quasi 8 milioni di euro di risorse straordinarie messe a disposizione dalla Regione, in attesa di ulteriori sviluppi dal Governo. Nello stesso accordo si è anche ratificata la copertura della retribuzione accessoria del personale relativa all'anno 2021”. "La presidenza della Regione con l'assessore alla Sanità - ha concluso Stecco - con questo accordo con i sindacati, oltre al riconoscimento del valore del personale sanitario che ha operato durante la pandemia, permette una accelerazione per lo smaltimento delle liste d’attesa, guardando al potenziamento della medicina territoriale e ponendo nuove garanzie per la salute dei piemontesi, anche in vista di possibili recrudescenze autunnali del virus. Questo deve essere considerato come un punto di partenza, non di arrivo, ma è una vera boccata di ossigeno che testimonia la forte volontà della Regione di collaborare con i rappresentanti dei lavoratori della Sanità, uscendo dalle dinamiche dei tagli visti negli anni precedenti, con una impostazione di crescita e espansione dei dipendenti del Sistema Sanitario Regionale, rimanendo nei limiti dei vincoli di bilancio e di legge”.

Di altro parere è Domenico Rossi, consigliere regionale del Pd e vicepresidente della Commissione Sanità: "Negli anni 2020 e 2021, colpevolmente e in piena pandemia, il Piemonte non ha sostituito 1214 unità di personale andate in pensione o cessate per vari motivi. Sono dati forniti dalle aziende sanitarie ai nostri accessi agli atti, anno per anno e azienda per azienda. Il costo di questo mancato turnover lo abbiamo pagato in pandemia e lo paghiamo ora con le liste d'attesa. E non è vero che c’è un passato “tutto uguale” di mancati investimenti: non appena usciti dal piano di rientro, a partire dal 2018, la giunta Chiamparino riprese a coprire il turn-over di mise in campo piani di assunzione per ogni azienda". Prosegue Rossi. "Oggi Cirio annuncia nuovamente che entro la fine del 2023 stabilizzerà 1137 unità di personale: peccato che queste non bastino a coprire il mancato turnover degli anni della pandemia. Dice anche che per il turn-over seguirà una canale parallelo. Forse per il futuro, ma come sostituisce i 1214 andati in pensione nel 2020/2021? Non lo dice e ancora non conosciamo i dati del mancato turnover 2022. Insomma, ancora una volta Cirio e Icardi sul personale fanno il gioco delle tre carte".

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