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Tavolo Animali & Ambiente

Problema cinghiali: accordo tra agricoltori, ambientalisti e animalisti

"No alla realizzazione di una filiera della carne"

cinghiale

Il mondo agricolo prende le distanze dall’attività venatoria. Firmato un accordo tra agricoltori, ambientalisti e animalisti. Raggiunta un’intesa tra il Tavolo Animali & Ambiente, costituito da Enpa, Lav, Legambiente, Lida, Lipu, Oipa, Pan, Pro Natura e Sos Gaia e il Comitato Amici degli Ambienti Rurali Piemontesi. Queste realtà hanno trovato delle linee comuni per affrontare congiuntamente il problema dell’attività venatoria, considerata dannosa e inutile per risolvere il problema cinghiali nella direzione del benessere degli animali. "Le associazioni animaliste e ambientaliste sono soddisfatte per questa svolta – ammettono dal Tavolo - che segnerà un profondo cambiamento nell’affrontare il problema legato alla diffusa presenza della specie cinghiale sul territorio piemontese, problema che finora non ha trovato adeguate risposte da parte delle pubbliche amministrazioni a partire dalla Regione Piemonte".

Il Tavolo aveva già organizzato un convegno dal titolo "Cinghiale è ora di cambiare - La parola alla scienza. Strategie diverse per una convivenza pacifica con la fauna selvatica” in cui era stato evidenziato come le soluzioni cruente, basate sull’abbattimento, oltre a non essere etiche non si sono mai dimostrate efficaci. Il manifesto tra le parti è stato concordato sulla base dei punti in comune tra le due realtà. Agricoltori e ambientalisti pur rappresentando interessi differenti e avendo metodiche diverse di approccio al problema, hanno individuato cinque elementi comuni 

  • La riduzione numerica dei cinghiali è un obiettivo irrinunciabile, anteponendo interventi ecologici a quelli cruenti e affidando la gestione a enti pubblici e non ai cacciatori.
  • L’agricoltore ha diritto di poter raccogliere ciò che semina. I ristori, peraltro doverosi che arrivano dalla politica, interessano poco: alle già tante difficoltà create dagli eventi atmosferici, non vi è bisogno si aggiungano le calamità create dal mondo venatorio per soddisfare i propri interessi ludici ed economici. 
  • Il cacciatore usufruisce dei terreni privati, coltivati e non, a spese dei proprietari. L’agricoltore ha il diritto di poter escludere dai propri fondi coloro che ritiene possano essergli causa di danni. Attualmente una deroga pro caccia consente al cacciatore di poter entrare nei fondi privati contro il volere del proprietario. Il legislatore dovrà prevedere l’esclusione di tale eccezione.
  • No alla realizzazione di una filiera della carne di cinghiale.
  • Il futuro dell’attività agricola sarà nel tempo sempre più improntato a produzioni ecologicamente sostenibili, rispettose degli equilibri ambientali e del benessere degli animali nonché valorizzanti le produzioni e le eccellenze locali con il saggio decremento delle importazioni dai Paesi esteri. 

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