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Coldiretti chiede un decreto applicativo contro pratiche commerciali sleali

Per rendere più equa la distribuzione del valore lungo la filiera

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“È urgente la pubblicazione del decreto per rendere operativa la Legge nazionale contro le pratiche commerciali sleali che ha recepito la direttiva europea”. Lo sottolineano il presidente di Coldiretti Vercelli-Biella Paolo Dellarole e il direttore Francesca Toscani nel commentare l’inizio della procedura di infrazione avviata dalla Commissione contro dodici Stati membri, tra cui l'Italia, per non aver recepito le norme dell'Ue che vietano le pratiche commerciali sleali nel settore agroalimentare.

“Si tratta di pratiche commerciali sleali da vietare che vanno dai ritardi nei pagamenti e annullamenti di ordini dell'ultimo minuto per prodotti alimentari deperibili alle modifiche unilaterali o retroattive ai contratti fino al rifiuto dei contratti scritti e al divieto di pagare al di sotto dei prezzi di produzione. Un intervento normativo – concludono Dellarole e Toscani - fortemente sollecitato da Coldiretti, per rendere più equa la distribuzione del valore lungo la filiera ed evitare che il massiccio ricorso attuale alle offerte promozionali non venga scaricato sulle imprese di produzione già costrette a subire l’aumento di costi dovuti alle difficili condizioni di mercato. La legge nazionale colpisce anche il meccanismo delle aste al doppio ribasso che provoca forti distorsioni e speculazioni aggravando così i pesanti squilibri di filiera della ripartizione del valore visto che per ogni euro speso dai consumatori per l’acquisto di alimenti meno di 15 centesimi in Italia vanno a remunerare il prodotto agricolo”.

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