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Regione Piemonte - Confagricoltura

Gelata: "Duro colpo per le aziende, chiesto lo stato di calamità"

Metà della produzione frutticola compromessa: danni ai kiwi a Borgo d'Ale

Gelate piante frutti

Gelata sul territorio piemontese che chiede lo stato di calamità. "Duro colpo per l'agricoltura - dichiara l'assessore regionale Marco Protopapa -. Prendo atto della grave avversità che ha colpito i territori piemontesi e in particolare le numerose colture che in questo periodo erano già in fiore, mettendo a serio rischio i futuri raccolti".

La gelata, che ha raggiunto molti gradi sotto lo zero, ha interessato in particolare le piante da frutto, le orticole e la vite che in questi ultimi anni sono spesso stati interessati da gravi eventi eccezionali dovuti al cambiamento climatico. Questo grave evento non ha risparmiato nessuna zona della regione mettendo a rischio un’economia già compromessa da questo lungo periodo pandemico e dalle recenti alluvioni.

"Al fine di constatare con maggior puntualità quanto determinato dallo shock termico stiamo organizzando alcuni sopralluoghi utili per verificare l’entità dei danni che sicuramente le associazioni agricole quantificheranno nei prossimi giorni" aggiunge.

L'allarme arriva anche da Confagricoltura, che con oltre 40 tecnici impegnati sul territorio subalpino sta compiendo una ricognizione dei danni che si preannunciano particolarmente gravi: "L'ondata di aria artica che da martedì staziona sul Piemonte sta provocando guasti pesanti all'agricoltura".

"Abbiamo già invitato gli agricoli nostri associati a segnalare tempestivamente i danni ai Comuni, affinché la Regione possa delimitare le aree danneggiate per verificare l'opportunità di attivare le provvidenze previste dalla legge in caso di calamità atmosferiche - dichiara Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte - e chiediamo alla Regione di intervenire per quanto possibile per attenuare le difficoltà delle imprese, accelerando i tempi di pagamento dei contributi previsti dalla politica agricola comunitaria e snellendo le procedure burocratiche per l’ottenimento degli aiuti".

In primavera purtroppo si verificano abbastanza di frequente eventi di questo che mettono in evidenza la fragilità del settore primario, una fabbrica che opera tutto l'anno a cielo aperto in balia degli eventi atmosferici, impossibili da controllare completamente. "La conta dei danni è ancora in corso - spiega il direttore di Confagricoltura Piemonte Ercole Zuccaro - e nell'arco di qualche giorno avremo un quadro più preciso; per quanto riguarda le drupacee, pesco in particolare, possiamo già dire che oltre il 50% della produzione frutticola 2021 è compromessa". 

I danni più importanti si registrano nei distretti frutticoli del Saluzzese, in provincia di Cuneo e del Cavourese – Pinerolese in provincia di Torino. Le temperature notturne sono scese tra i 4 e i 6 gradi sotto lo zero per almeno quattro ore di seguito: i frutticoltori hanno attivato gli impianti antibrina e questa mattina le coltivazioni erano ricoperte da lunghi candelotti di ghiaccio. Purtroppo i danni su pesco, susino e albicocco sono pesantissimi, con oltre il 50% della produzione compromessa. Danni importanti anche ai ciliegi nella zona di Pecetto Torinese e in tutte le province del Piemonte per quanto riguarda le coltivazioni orticole e floricole fuori serra. Segnalati danni anche su piante ornamentali dai vivaisti di tutto il Piemonte. Danni importanti sui nuovi germogli di kiwi nel Saluzzese, Pinerolese, nella zona di Mazzè, nel Canavese e nell’Eporediese in provincia di Torino e nell’area di Borgo d’Ale nel Vercellese.

"Gli impianti antibrina - spiegano i tecnici di Confagricoltura - che in parte hanno contribuito a salvare i germogli, per contro in alcune aree hanno creato problemi di peso a causa del ghiaccio che si è formato, spezzando alcuni rami".

Danni nelle pianure sulla coltivazione di fragole e, in particolare per quanto riguarda l’orticoltura, sulle zucchine. Nell’Alessandrino si segnalano danni alla frutta in fiore, prevalentemente sugli impianti di pesco e albicocco in Val Curone e nel Tortonese, in particolare nei frutteti delle aree di pianura e vicino ai fiumi. Problemi si segnalano nel Tortonese per quanto riguarda i pomodori già trapiantati, che sono stati tutti colpiti in modo grave dal gelo. Danni significativi anche ai vigneti. Nell'Astigiano, nella zona di Nizza Monferrato e nella Val Tiglione, le temperature sono scese a 4° sottozero per oltre tre ore, producendo danni sui vigneti di barbera che nelle aree meglio esposte sono già in avanzato stato di vegetazione. Si segnalano danni anche sulle varietà di vigneti precoci che raggiungono il 30 - 40% della produzione. Danni sono segnalati anche nell'Acquese, nelle zone di Cassine, Strevi, Sezzadio, Alice Bel Colle e Ricaldone, in particolare sui nuovi impianti di vigneto. Segnalazioni di danni ai vigneti arrivano anche da Gattinara e dalle colline dell’Alto Novarese, a Fara, Sizzano, Ghemme, Briona e Romagnano, in particolare sui nebbioli del nord Piemonte.

                                                              

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